Scuola licenzia insegnante gay per “preservare l’identità cattolica”

La scuola ha inviato una lettera per spiegare il motivo della sua decisione.

Secondo quanto riportato dal New York Post, una scuola cattolica dell’Indiana (USA) ha deciso di licenziare un insegnante di ginnastica omosessuale per evitare di perdere la sua “identità cattolica“.

In una lettera aperta alla “famiglia cattolica” la Cathedral High School di Indianapolis ha spiegato che “è responsabilità dell’arcivescovo Thompson sovrintendere la fede e la morale legate all’identità cattolica all’interno dell’Arcidiocesi di Indianapolis“.

L’Arcivescovo Thompson – continua la missiva – ha chiarito che il mantenimento di un insegnante, che ha avuto un matrimonio omosessuale, avrebbe comportato la perdita della nostra identità cattolica a causa dell’impiego di un individuo che vive in contraddizione con l’insegnamento cattolico sul matrimonio“.

Il dipendente in questione non è stato nominato nella lettera.

La nostra fede cattolica è al centro di ciò che siamo e di ciò che insegniamo nella Cathedral High School – si legge ancora nella lettera – pertanto, per restare una scuola cattolica, dobbiamo seguire la guida diretta dataci dall’arcivescovo Thompson. Nel clima di oggi, sappiamo che essere cattolici può essere una sfida e speriamo che questa azione non possa scoraggiare nessuno“.

Sappiamo che alcune persone non sono d’accordo con tutti gli insegnamenti della Chiesa cattolica e, quindi, hanno la coscienza in lotta. Vogliamo che voi sappiate che rispettiamo il conflitto di un individuo tra l’insegnamento e la sua coscienza“.

La lettera è terminata con “preghiere e amore per questo insegnante, per i nostri studenti e i docenti, per il nostro Arcivescovo“, non senza pretendere un dialogo “rispettoso” sulla decisione della scuola.

Molte le critiche sul profilo Instagram della scuola statunitense, soprattutto proveniente da ex studenti. Un utente ha scritto: “Quell’insegnante era uno degli uomini più gentili che abbia mai incontrato, la scuola non riceverà più un centesimo dalla mia famiglia“.

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