Sea Watch, l’avvocato di Carola Rackete: “Non voleva speronare la Guardia di Finanza”

Le parole del legale Salvatore Tesoriero. La replica di Salvini non s’è fatta attendere.

È stata fatta una manovra in condizioni di estrema difficoltà, ma non c’è stato alcun atto criminale né la volontà di speronare la motovedetta o uccidere qualcuno, solo la necessità di salvare delle vite“.

Così uno dei legali di Sea Watch, Salvatore Tesoriero, ha ricostruito la manovra che ha portato all’arresto della comandante Carola Rackete, sottolineando che “non c’è stato alcun contatto” con la Guardia di Finanza. Da parte di Carola, ha ribadito, “c’era solo la necessità di portare in salvo persone in condizioni estreme“.

Il legale ha anche spiegato ai giornalisti, come riportato dall’Ansa, che una possibile strategia difensiva sarà quella di contestare il fatto che la motovedetta della Guardia di Finanza possa essere considerata nave da guerra. E sarà questo uno degli elementi che verrà sollevato molto probabilmente nell’interrogatorio di convalida davanti al Gip in programma tra domani e martedì.

Sempre l’avvocato ha raccontato che la capitana tedesca è “molto provata” per quanto accaduto, ma allo stesso tempo “molto forte e lucida” nel rivendicare le sue scelte.

Il ministro Matteo Salvini ha replicato così su Twitter: “La comandante fuorilegge ha giustificato il folle attracco che ha messo a rischio la vita degli agenti della Guardia di finanza dicendo che c’era uno ‘stato di necessità’. Ma se nessuno dei 41 immigrati a bordo aveva problemi di salute, di quale necessità parlava?“.

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