Seconda ondata di Covid-19, il virologo Tarro ha le idee chiare

Il virologo si è recentemente espresso in merito nel corso di un’intervista a Radio Ponte Nuovo.

«Tutti vogliono rivedere il Coronavirus in autunno… Non capisco perché»: queste le parole del virologo Giulio Tarro, recentemente intervistato sulle frequenze di Radio Ponte Nuovo. Il medico ha fatto presente che, dal momento che non ‘è il vaccino, in piena epidemia è necessario utilizzare altri farmaci.

Tarro: l’opinione sulla seconda ondata di contagi

In occasione dell’intervista sopra ricordato, Giulio Tarro ha specificato che, nel momento in cui il vaccino sarà pronto, il suo utilizzo verrà tenuto in considerazione. Ha sottolineato che, come molti sanno, numerosi laboratori stanno lavorando per produrlo, ma che si augura che, quando il momento arriverà, non si starà più pensando al Covid-19.

Ha altresì specificato che quella che è attualmente in corso è la terza epidemia di SARS degli ultimi 20 anni. Durante l’intervista, si è soffermato pure sulla riapertura degli stadi. Tarro ha fatto presente che, in Germania, si sta giocando da un mese a porte chiuse e che presto si permetterà ai tifosi di accedere agli spalti. A detta del medico, in Italia bisognerebbe allinearsi agli altri Paesi.

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Il destino del SARS-CoV-2

Giulio Tarro si è recentemente espresso in merito al possibile futuro del SARS-CoV-2 nel corsi di un’intervista al blog della Fondazione Pietro Nenni. Per avvalorare la sua tesi, ha chiamato in causa uno studio condotto a Singapore e pubblicato per ora su Biorxiv in pre-print.

Secondo questo lavoro di ricerca, tutti i pazienti che sono guariti dalla SARS del 2003 hanno sviluppato un’immunità cellulare in grado di proteggerli dal SARS-CoV-2. Secondo Tarro, si tratta di un risultato cruciale, che dimostra i punti in comune tra il nuovo Coronavirus e la SARS del 2003, ipotizzando la possibilità di un decorso similare e di una sparizione del SARS-CoV-2.

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