Servirà una nuova autocertificazione per andare a trovare i ‘congiunti’?

Il Viminale diffonderà una circolare entro il Primo Maggio. Le indiscrezioni.

Foto: ANSA/MASSIMO PERCOSSI

In attesa di una circolare del Viminale che chiarisca l’argomento, l’indiscrezione è che non bisognerà stampare una nuova autocertificazione rispetto a quella attuale per giustificare gli spostamenti.

Ciò perché non sarà necessario indicare le generalità dei cosiddetti congiunti che si andranno a visitare.

Il nuovo DPCM, annunciato domenica scorsa dal premier Giuseppe Conte, sarà in vigore da lunedì 4 maggio e aprirà ufficialmente la fase 2 dell’emergenza coronavirus (anche se in molti hanno parlato più propriamente di fase uno e mezzo).

La direttiva del Ministero dell’Interno per l’autocertificazione dovrebbe essere resa pubblica entro venerdì 1 maggio anche per ribadire che sarà vietato trasferirsi nelle seconde case, anche se si trovano nella stessa Regione di residenza.

Tornando ai congiunti, il Governo ha tenuto a precisare che il congiunto sia qualcuno con cui si ha un rapporto stabile e, per la Giurisprudenza, come ha fatto notare Il Sole 24 Ore, potrebbe desumersi da chi ha una comunanza di conti corrrenti, mutui, auto e utenze domestiche.

Bisognerà portare sempre con sé l’autocertificazione, oltre che eventuali documenti utili. Il rischio? Una sanzione amministrativa da 280 a 3mila euro.

Da sottolineare, comunque, che nelle case dei congiunti bisognerà indossare le mascherine di protezione e mantenere la distanza di un metro ma i vigili e gli agenti accertatori non possono effettuare ispezioni all’interno delle case perché si tratterebbe di violazioni amministrative, come previsto dall’articolo 13 della legge 689 del 1981.

Insomma, rispettare il distanziamento sociale e indossare le misure protettive sarà più una regola di buon senso che azioni da rispettare per evitare di essere multati.

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