Sfrattata dal Comune di Napoli, 80enne muore di infarto in ospedale

La donna viveva in un condominio di Via Posillipo.

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Grazia Resicata: questo è il nome della donna di 80 anni che è deceduta per infarto in ospedale. La donna aveva ricevuto, da parte della società che gestisce il patrimonio immobiliare del capoluogo partenopeo, un avviso di sfratto.

Nella missiva della Napoli Servizi, si intimava l’abbandono di un appartamento situato in Via Posillipo. Fondamentale è specificare che la signora Grazia ha ricevuto la comunicazione di un avviso amministrativo. Nel Paese ancora in emergenza Coronavirus, sono infatti bloccati gli sfratti esecutivi.

Nel frangente specifico dell’appartamento da lei occupato, al centro dell’attenzione c’era un contratto di affitto scaduto lo scorso anno e l’intenzione, da parte della municipalità campana, di riacquisire l’immobile. Quest’ultimo, fa parte del patrimonio indisponibile, motivo per cui si può parlare di un contratto di locazione con diverse affinità con l’affitto privato.

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Il parere dell’avvocato

Il legale della famiglia della signora Grazia, l‘avvocato Angelo Pisani, a seguito del decesso della donna presso l’ospedale Cardarelli ha parlato di una morte di crepa cuore, sulla quale spera venga fatta chiarezza dalla magistratura, punendo i responsabili.

A esprimersi in merito a questa vicenda ci ha pensanto anche Salvatore Palma, attuale amministratore delegato di Napoli Servizi, la società che gestisce il patrimonio edilizio pubblico del capoluogo campano.

Nel corso di alcune dichiarazioni rilasciate ad ANSA, ha specificato che è una questione che parte da lontano, facendo presente che, in merito agli appartamenti del condominio di Via Posillipo dove viveva la signora Grazia, erano stati sollevati dei dubbi di legittimità per via degli affitti molto bassi, pari a circa 100 euro al mese.

Ha fatto altresì presente che, a seguito di un’istruttoria, la società ha avuto dal Comune il permesso di avviare una procedura amministrativa e che alla donna non è stato notificato alcuno sfratto ma solo una lettera in cui si chiedeva il rilascio dell’immobile.

Se Palma considera una strumentalizzazione il collegamento tra questo avviso e il peggioramento delle condizioni fisiche della signora Grazia, l’avvocato Pisani ha intenzione di andare fino in fondo e di aiutare anche un’altra inquilina del palazzo, una donna di nome Imma che rischia di perdere la casa e che, in un video, aveva denunciato il pericolo che correva Grazia.

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