Si cosparge di benzina sotto casa di Di Maio, lui va a trovarlo in ospedale

Tragedia sfiorata sotto casa del neo vice premier Luigi Di Maio. Mimmo Mignano, un ex si è incatenato davanti alla residenza di famiglia del leader pentastellato e si è cosparso di benzina.

Fortunatamente non vi è stato un epilogo drammatico perché l’uomo è stato prontamente bloccato dalle forze dell’ordine e trasportato in ospedale a causa del forte bruciore agli occhi causato proprio dal liquido infiammabile.

Il vice premier è poi andato a trovarlo in ospedale. “Mimmo – ha spiegato Di Maio – è un mio concittadino che ha perso il lavoro e che oggi ha fatto un gesto disperato. Gli dico che lo Stato c’è”.

Ma cosa ha portato l’operaio a compiere quell’eclatante gesto di protesta?

Mimmo Mignano, insieme a Marco Cusano, Antonio Montella, Massimo Napolitano e Roberto Fabbricatore fa parte di quel gruppo di dipendenti Fca dello stabilimento di Pomigliano licenziati nel 2014 per aver inscenato il funerale dell’ad Sergio Marchionne. Atto estremo che era stato la conseguenza della crisi che stava vivendo lo stabilimento campano e che aveva portato a due suicidi fra gli operai.

I cinque, nonostante fossero stati poi reintegrati al lavoro nel 2016 grazie alla Corte d’Appello di Napoli che aveva ritenuto legittimo “l’esercizio del diritto di critica” attraverso “una rappresentazione sarcastica priva di violenza”, qualche giorno fa hanno perso definitivamente il proprio lavoro.

La Cassazione ha, infatti, accolto il ricorso di Fca e ha stabilito che era legittimo il loro licenziamento.
Le modalità espressive della critica manifestata dai lavoratori – si legge nella sentenza – hanno travalicato i limiti di rispetto della democratica convivenza civile», con «un comportamento idoneo a ledere definitivamente la fiducia che sta alla base del rapporto di lavoro”.