Si finge infermiere a un posto di blocco ma lo racconta sui social: denunciato (VIDEO)

Per quanto surreale è successo davvero, a Milano.

Posto di blocco carbinieri
Immagine di repertorio

Il fatto risale a due giorni fa, sabato 18 aprile. A Turbigo, in provincia di Milano, in una delle regioni maggiormente colpite dal Coronavirus, un uomo si finge infermiere a un posto di blocco e la fa franca.

Le forze dell’ordine gli credono quando racconta di avere appena concluso un turno massacrante in ospedale, tra i malati di Covid-19. Lo ringraziano per lo sforzo e la dedizione con cui sta aiutando le persone in difficoltà, sono fieri del suo operato.

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Tutto fila liscio, insomma, se non fosse per un gesto fatto senza pensare alle conseguenze, in maniera superficiale. D’altra parte la propria indole l’aveva appena dimostrata davanti ai carabinieri, scegliendo una delle scuse più meschine che potesse trovare.

L’uomo che si finge infermiere a un posto di blocco subito dopo registra un video e lo pubblica sui social. Si vanta della propria astuzia ed è felice di essere riuscito a farla franca. Non pensa, però, al fatto che una testimonianza pubblica possa danneggiarlo.

Protagonista di questa storia surreale è un operaio residente in provincia di Varese. Proprio grazie al video, però, il piastrellista, è stato rintracciato e denunciato. Un utente, infatti, dopo aver sentito la sua testimonianza sul web, la manda ai carabinieri. In questo modo riescono a risalire all’identità dell’autore del video, a denunciarlo e a multarlo. Durante il controllo, infatti, l’uomo era stato identificato.

«Allora, mi hanno appena fermato qui in piazza a Turbigo, posto di blocco dei carabinieri…»: dice l’uomo soddisfatto di averla fatta franca. E poi: «Ho detto che avevo appena finito un turno di venti ore in ospedale. Mi hanno fatto il saluto militare e mi hanno detto ‘grazie per quello che fa’. E pensare che ho pure bevuto»: conclude ridendo.

Un doppio pericolo per la comunità, insomma. Non solo non si preoccupa delle conseguenze di circolare indisturbato e senza protezioni durante la quarantena, ma si mette alla guida anche con un tasso alcolico probabilmente superiore al limite consentito.

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