Si spara un chiodo nel petto, si salva perché non lo estrae

Fonte Washington Post

Ha rischiato di morire, ma oggi come allora non se ne rende ancora conto. Per lui è stato solo un contrattempo che gli ha fatto ritardare il lavoro che stava facendo.

Doug Bergeson, 52enne americano del Wisconsin, racconta alla stampa la sua disavventura con un pizzico di incoscienza. Perché quello che gli è accaduto lo scorso giugno poteva costargli la vita.

Lui è un agricoltore che per arrotondare si cimenta in piccoli lavori di edilizia. Quel giorno stava lavorando al camino per una casa che sta costruendo vicino a Peshtigo quando accidentalmente sono partiti due colpi dalla sua pistola spara-chiodi. Il secondo si è andato a conficcare nel petto dell’uomo.

Doug quasi non se ne è accorto. Non ha provato dolore, non ha visto sangue, ha solo notato un buco nella sua camicia dalla quale usciva la testa di un chiodo.

Combattuto sul da farsi, piuttosto che chiamare il 911 e aspettare l’ambulanza (cosa che gli avrebbe fatto perdere del tempo prezioso per il lavoro da ultimare), ha deciso di guadagnare tempo guidando la sua auto fino al Bay Area Medical Center di Marinette.

Qui la radiografia ha evidenziato che il chiodo lungo otto centimetri si era fermato a pochissimi millimetri da una delle principali arterie. Trasportato al Green Bay è stato operato d’urgenza e oggi sta bene.

Fonte Washington Post

Fortunatamente Doug se l’è cavata, ma poteva andargli decisamente peggio. Insieme alla fortuna, a salvarlo è stata anche la lucidità che non ha perso in quel momento e che l’ha spinto a non togliersi da solo il chiodo dal petto (che faceva da tappo alla emorragia).

Una lucidità, come ha raccontato lo stesso Doug, che gli ha riportato alla mente la vicenda del sub Steve Irwin che morì perché d’istinto si strappò via l’aculeo che un pesce gli aveva lasciato nel petto dopo averlo punto.