“Siamo in piena terza ondata” e la vaccinazione va male

L’allarme di Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE

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«La lenta discesa dei contagi nelle ultime due settimane, sovrastimata dal drastico calo dei tamponi, non deve alimentare irrealistiche illusioni. Oggi siamo in piena terza ondata, con una situazione ospedaliera molto critica in oltre metà delle Regioni e, al di là dell’aneddotica e di studi preliminari, non esistono terapie domiciliari di documentata efficacia utilizzabili su larga scala per ridurre le ospedalizzazioni».

Così il presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, commentando il monitoraggio della settimana dal 31 marzo al 6 aprile.

«Sul fronte vaccini – ha osservato – il ritmo della campagna è ancora lontano dagli obiettivi fissati per aprile dal piano Figliuolo, il caso AstraZeneca rischia di determinare ulteriori rallentamenti, la copertura vaccinale di anziani è ancora insufficiente e quella dei soggetti fragili non nota. Infine, nel piano delle riaperture è fondamentale tenere conto che non sono stati attuati interventi strutturali né a livello sanitario (potenziamento ‘testing & tracing’) né a livello di sistema (mezzi di trasporto, areazione scuole e locali pubblici)».

«In questo scenario – ha concluso Cartabellotta – spettano al governo Draghi ardue scelte politiche per contemperare il diritto alla salute con gli altri diritti e le libertà tutelati dalla Costituzione, al fine di consentire il rilancio delle attività economiche e la ripresa del Paese».

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