Siamo sicuri che il M5S voglia davvero governare a questo giro?

In Italia è sempre stato più facile fare le ‘rivoluzioni’. I problemi, però, subentrano quando bisogna governare. E questo lo sa benissimo anche il Movimento Cinque Stelle.

A tal proposito, è emblematica una dichiarazione di ieri di Luigi Di Maio, parlando ai neoeletti: “Se ci sarà un governo PD – FI – Lega prenderemo i popcorn e vedremo aumentare il nostro consenso”.

Partiamo da una premessa: il M5S non potrà governare da solo. Ha bisogno necessariamente di allearsi e la strada più percorribile è quella di trovare un’intesa con il Partito Democratico depurato da Matteo Renzi.

Inoltre, in Italia è nota la volubilità dell’elettorato, come dimostrato dalla storia recente, ovvero l’alternanza al governo tra il centrodestra e il centrosinistra.

Pertanto, il 30% del M5S potrebbe diminuire in caso di governo con il PD ma aumentare così tanto in caso di esecutivo altrui da non essere necessaria un’alleanza alle prossime elezioni, in caso di una legge elettorale simile a quella in vigore.

La sensazione è che questa non sia una sensazione campata in aria.

Il M5S è stato da sempre contrario a ogni compromesso politico. Essendo un movimento anti-sistema, sono evidenti le difficoltà a doversi aprire a forze sistemiche, perché il proprio bacino elettorale è costituito da gente che mal digerisce la classe politica tradizionale. Per di più, è chiaro che un’alleanza presupponga la concessione di qualcosa ai sostenitori e, al contempo, la rinuncia a qualcosa di quanto programmato per non urtare le sensibilità degli alleati. Nessun partito ‘stampella’, infatti, sosterrà mai quello di vertice senza avere nulla in cambio.

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