Silvia Romano e il riscatto da 4 milioni, Di Maio: “A me non risulta”

A parlare è il ministro degli Esteri, che ha accolto a Ciampino la cooperante insieme al premier Conte

Su Silvia Romano e il riscatto, Luigi Di Maio è chiaro e conciso: non gli risulta nessun pagamento. «Altrimenti dovrei dirlo e denunciare»: ha dichiarato e, quando gli è stato chiesto come mai al Shabaab – il gruppo terroristico islamico responsabile del rapimento – invece sostenga il contrario, lui risponde: «Perché la parola di un terrorista che viene intervistato vale più di quella dello Stato italiano?».

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La versione di Roberto Speranza, ministro della Salute, è in linea con quanto detto da Luigi Di Maio: «Nessuna notizia di pagamenti. So solo che una ragazza che è stata nelle mani di terroristi per oltre un anno ha potuto riabbracciare la famiglia».

Il fatto che il ministro non sappia nulla non vuol dire che non sia stato pagato alcun riscatto. In questi casi, infatti, sono i servizi segreti a mandare avanti le trattative, in accordo con la presidenza del Consiglio. Usano i propri fondi e non lasciano traccia, quantomeno non nei bilanci ufficiali.

Su Silvia Romano e il riscatto ne sono state dette di tutti i colori. Gli italiani hanno offeso una ragazza poco più che vent’enne tornata a casa dopo 18 mesi di prigionia. Secondo Dacia Maraini «quello che non le si riesce a perdonare è che non odi i suoi rapitori».

Per fortuna, però, c’è un’Italia che ha gioito alla notizia della liberazione, alla quale non importa se e quanti soldi sono spesi: Silvia è italiana, è una ragazza, voleva solo fare del bene e meritava di essere aiutata.

Ma che si paghi per riavere i propri cittadini è una prassi valida in molti Paesi: «Judith Tebbut, cittadina britannica sequestrata in Kenya col marito e ostaggio in Somalia per 6 mesi. Prima e dopo. Prezzo pagato per il riscatto dal governo: 1,2 milioni di euro nel 2012. Altro da aggiungere?»: ha twittato il giornalista Andrea Purgatori.

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A confermarlo anche il premier Giuseppe Conte – in un post pubblicato, cancellato e poi ripubblicato -. Inizialmente, infati, ringrazia «i servizi dell’intelligence», poi chiama in ballo l’Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna (AISE).

Gli inquirenti hanno già fatto alcune indagini e continueranno a farle, anche dopo la testimonianza raccolta dai magistrati della stessa Silvia Romano. Secondo quanto ricostruito, è stata mandata in Kenya dopo un’esperienza come volontaria, un colloquio e un corso online.

Conosce l’inglese e le hanno dato un incarico di responsabilità. In merito alle polemiche sull’assicurazione, risponde Lilian Sora, fondatrice della onlus Africa Milele: «È arrivata il 5 novembre ed è stata rapita il 20, non abbiamo avuto il tempo di attivarla».

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