Cronaca Social

Silvia Romano, il missionario: “Senza la conversione non ce l’avrebbe fatta”

Le parole di Paolo Latorre, missionario comboniano in Kenya sulla conversione all’Islam di Silvia Romano, liberata due giorni fa.

La liberazione di Silvia Romano ha, purtroppo, scatenato anche molte reazioni negative. Le accuse sono varie: l’eventuale riscatto, la conversione all’Islam non forzata, ecc. Tutte situazioni che cozzano con la nuova umanità che avremo dovuto imparare dal dramma che stiamo vivendo, ovvero l’emergenza coronavirus.

Comunque sia, a proposito della scelta della ragazza di abbracciare la fede islamica, in un’intervista rilasciata al Messaggero, il missionario comboniano in Kenya Paolo Latorre ha affermato: «Non sarebbe stato facile resistere senza convertirsi».

Nel paese africano, ha spiegato il missionario, esiste una forte radicalizzazione islamica, che aumenterà con il peggioramento delle condizioni economiche a causa del coronavirus: «in queste sacche di disperazione e rabbia vanno a pescare gli Shabab. La radicalizzazione dell’Islam si concentra sulle coste. Esistono fondazioni attive che hanno tantissimo denaro, forse finanziate dai paesi del Golfo e poi ci sono gruppi che hanno il controllo del commercio. Sulla costa in passato sono state chiuse moschee che reclutavano e al cui interno sono stati ritrovati materiali e armi».

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Sulle polemiche è intervenuto su Facebook anche Luigi Di Maio, ministro degli Esteri: «Silvia è una giovane ragazza che ha vissuto 18 mesi da prigioniera. Prima in Kenya. Poi in Somalia. A soli 23 anni. Grazie all’impegno di donne e uomini dello Stato oggi è nuovamente in Italia, tra le braccia della sua famiglia. E questa è l’unica cosa che conta. Quell’abbraccio intenso, infinito, vero, emozionante di Silvia con il padre, la madre e la sorella ha commosso tutti. Silvia è viva, sta bene. Adesso, per favore, un po’ di rispetto».

Il post del ministro:

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