Silvia Romano: “Ora mi chiamo Aisha” ma cosa significa questo nome?

La giovane liberata ha detto al PM di avere scelto di chiamarsi Aisha dopo la conversione all’Islam.

Silvia Romano, tornata ieri dopo una prigionia lunga 18 mesi in Somalia, ha confermato di essersi convertita all’Islam in maniera autonoma e consapevole.

La giovane ha raccontato al Pm che aveva anche chiesto un quaderno ai suoi carcerieri per appuntare i momenti della sua prigionia. Inoltre, ha rivelato di avere scelto come nome quello di Aisha.

Davide Piccardo, esponente della comunità islamica di Milano, a Radio Capital ha affermato: «Se Silvia dice di essersi convertita spontaneamente, non vedo perché non dovremmo crederle. Le vie del Signore sono infinite. Nella storia di tutte le religioni abbiamo casi traumatici di incontri con la fede». E ancora: «Siamo pronti ad abbracciarla, come italiani, come milanesi e come suoi confratelli». Per Piccardo il sorriso della giovane, appena sbarcata a Ciampino, dimostra che «da sola, senza poter parlare con nessuno, ha trovato la salvezza nella religione».

Sul nome: «Aisha è una donna fondamentale per la tradizione islamica, simbolo di coraggio e autonomia. Anche la sua scelta di presentarsi con quegli abiti dimostra quanto è consapevole la sua conversione. Sapeva che si sarebbe esposta a molte critiche, forse qualcuno le avrà anche detto di non vestirsi così, ma lei ha deciso comunque di indossare quegli abiti».

Silvia Romano e la mamma

IL SIGNIFICATO DEL NOME AISHA

Aisha significa viva. Ed è il nome di Aisha bint Abi Bakr, figlia di Abu Bakr, primo califfo dell’Islam che Maometto sposò per superare il lutto della prima moglie Khadija, nel 619.

Nome molto popolare nella tradizione islamica, Aisha significa anche Madre dei credenti. Definita anche la preferita del Profeta, sebbene non gli avesse mai dato figli, Aisha era una bambina quando gli fu offerta in sposa nel 623 d.C. dallo stesso padre Abu Bakr dopo la morte di Khadija.

Secondo diversi hadith (racconti della vita di Maometto) Aisha avrebbe avuto 6 o 7 anni al momento del matrimonio e 9-10 anni al momento della prima consumazione ma l’età delle nozze molti studiosi si dividono: secondo alcuni il matrimonio non venne consumato prima della pubertà. La ragazza rimase comunque al fianco di Maometto fino alla morte nel 632 d.C.

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La stessa Aisha fu protagonista nel dicembre del 626 d.C. di un incidente. Nel corso di una spedizione fu lasciata per sbaglio indietro dalla carovana in cui viaggiava per essere poi ritrovata nel deserto da un giovane cammelliere che la riportò a casa il mattino seguente. La circostanza diede adito a dicerie e Ali, cugino di Maometto e futuro Imam degli sciiti, avrebbe consigliato al profeta di divorziare da Aisha.

Ma Maometto decise di non lasciare la giovane: l’inimicizia tra Aisha e Ali restò fortissima anche dopo la morte di Maometto e questo rapporto fu una delle numerose circostanze che portarono allo scisma dello sciismo.

Aisha morì a 62 anni e avrebbe avuto la stessa età del marito al momento della morte.

Fonti: Ansa e Adnkronos

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