Silvio Garattini sul Coronavirus: “Il vaccino? Forse disponibile entro un anno”

Il farmacologo di fama internazionale è stato intervistato da Il Fatto Quotidiano.

Il fondatore dell’Istituto Mario Negri Silvio Garattini ha detto la sua su uno degli argomenti più discussi delle ultime settimane, ossia il vaccino contro il SARS-CoV-2. Intervistato sulle colonne de Il Fatto Quotidiano, il farmacologo di fama internazionale ha specificato che è pensabile un’approvazione del vaccino attorno alla fine dell’anno.

Silvio Garattini, un uomo di oltre 90 anni che ha dedicato tutta la sua vita alla ricerca, ha parlato anche delle numerose fake news che stanno circolando sul web e non solo. A detta del farmacologo di fama internazionale, la loro propagazione è un effetto della poca considerazione che le persone hanno della scienza, non vista come parte della cultura.

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Il punto di vista sulle sperimentazioni

L’intervista a Silvio Garattini su Il Fatto Quotidiano ha toccato diverse tematiche. Tra queste è possibile citare il nodo delle sperimentazioni di farmaci. L’esperto ha fatto chiarezza in merito sottolineando che, oggi come oggi, l’AIFA ne ha approvate due. Si tratta nello specifico della sperimentazione del Tocilizumab, farmaco utile contro l’atrtite reumatoide, e del Remdesevir, famaco nato con lo scopo di trattare ebola.

A detta di Garattini, entro un paio di mesi sarà possibile farsi un’idea in merito alla loro effettiva efficacia. L’esperto ha citato anche la situazione francese, specificando che da oltralpe arrivano dati incoraggiante e che ci sono le basi per iniziare uno studio clinico controllato.

Silvio Garattini ha ricordato anche il fatto che, quando si parla di farmaci, non si inquadrano solo effetti positivi, ma anche di possibili fenomeni di tossicità. Alla luce di ciò, devono essere utilizzati solo su alcuni pazienti e non su tutti.

Per sottolineare l’importanza di quanto appena ricordato, ha citato l’esempio di alcuni pazienti francesi che, trattati con l’idrossoclorichina, sono morti per arresto cardiaco. Come sottolineato da Garattini, è cruciale gestire la somministrazione dei farmaci tenendo conto dei criteri di esclusione.

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