Il Sindaco paga chi si trasferisce nel suo Paese

La trovata è talmente “fuori dal comune” che persino la CNN ne ha parlato. O meglio, ne ha scritto dedicando al caso un articolo nella sezione “Travel” del suo sito: “Candela, il paese italiano che paga la gente che vi si trasferisce”.

Candela è un piccolo borgo di meno di 3.000 abitanti della provincia di Foggia. Il cartello all’ingresso recita “Benvenuti nel paese dei colli ameni”.

È un gioiellino del Subappennino Dauno, il suo centro storico è una bomboniera, qui c’è la “trasonna” che è ufficialmente la strada più stretta d’Italia. La vita è tranquilla, si mangia bene, “si campa 100 anni”. Insomma, non c’è soltanto il casello autostradale della A16 Napoli-Canosa.

Fonte: AnnaLisa Freda photographer

Ma a quanto pare non basta. Come tutti i piccoli borghi soffre della sindrome da spopolamento. Ad andare via sono soprattutto i giovani alla ricerca di un futuro che non sia legato alla terra. I più temerari restano e investono soldi ed energie in piccole attività. Ma in un paese in cui “si conoscono tutti”, come si fa a “farsi la concorrenza”?

E allora che fare? Se non si riescono a trattenere i giovani che, fino a quando sono tali, hanno voglia di esplorare il mondo oltre l’uscio di casa, allora si possono attirare persone che vivono altrove e che hanno voglia di sperimentare la vita slow. Ed ecco l’idea: pagare chi si trasferisce a Candela.

La trovata è del sindaco Nicola Gatta che, pur di ripopolare il suo “gioiellino” (che in passato è arrivato a contare addirittura 8mila abitanti) ha deciso di mettere mani alle casse municipali per dare un contributo economico – che va da un minimo di 800 ad un massimo di 2.000 euro – a chi trasferirà la propria residenza nel borgo dauno, affitterà una casa e avrà un salario di almeno 7.500 euro all’anno. Giusto perché “la gente non pensi di vivere alle spalle del Comune”.

Al momento sono già 6 le famiglie che hanno contribuito al “ripopolamento” del paesino.