Ecco perché non ricordiamo i sogni che facciamo

Il neuroscienziato Matthew Walker spiega nel suo nuovo libro quando sogniamo e perché qualcuno ricorda i sogni mentre altri no.

Tutti sogniamo. Anche chi dice di non farlo mai. Semplicemente non ricorda i sogni.
Sogniamo tutti perché i sogni sono una sorta di rielaborazione di quanto ci è accaduto durante la giornata o delle nostre paure, delle nostre ansie, dei nostri sentimenti. Per questo psicologi e psicoterapeuti ci dicono che è importante ricordarli: in questo modo riusciremmo a capire tante cose di noi, a superare i conflitti e a rendere qualitativamente migliore la nostra vita.

Ma perché non tutti e non sempre si ricordano i sogni? A rispondere a questa domanda è il neuroscienziato Matthew Walker, autore del libro ‘Why we sleep’.

Walker afferma che dormiamo in cicli da 90 minuti nei quali si alternano fasi di sonno più e meno profondo. Secondo il neuroscienziato sogniamo in tutte le fasi, ma è in quella cosiddetta Rem (la più profonda) che facciamo i sogni più vividi e ricchi di dettagli.

Perché in quella fase, secondo quanto dimostrato da alcuni test, anche se stiamo dormendo, il nostro cervello è in piena attività. Quelli che ricordiamo al risveglio, quindi, sono i sogni fatti nella fase Rem.

E se al nostro risveglio non li ricordiamo è solo perché abbiamo aperto gli occhi nel momento sbagliato. I test effettuati da Walker hanno infatti dimostrato che le persone costrette a svegliarsi durante la fase Rem ricordano ciò che hanno appena sognato.

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