Treviso. Spiava le colleghe in bagno con una microcamera. Rischia la galera

Interferenze illecite nella vita privata. E’ questa l’accusa ai danni di un trevigiano 36enne dipendente di un’azienda di Piombino Dese.

La denuncia risale all’anno scorso, ma solo in questi giorni si sono concluse le indagini a carico di C.B. che spiava le colleghe nel bagno dell’azienda grazie ad una microcamera che aveva piazzato nel contenitore dello scopino per pulire i wc.

Nell’obiettivo di questo “grande fratello” sono finite ben undici donne, spiate per mesi. Fino a quando, a settembre dell’anno scorso, una di loro ha notato nella toilette un cavetto che fuoriusciva proprio dallo scopino. Ha impiegato poco tempo a scoprire che il filo era collegato ad una microcamera.

Sono scattate la segnalazione ai vertici aziendali e la denuncia ai Carabinieri. I sospetti sono caduti subito su C.B. reo di andare troppo spesso in bagno (probabilmente per scaricare le immagini riprese dalla telecamera). Immediata la perquisizione a casa dell’uomo che ha confessato di essere lui lo “spione”.

Oggi l’uomo rischia una pena fino a quattro anni per il reato disciplinato dall’articolo 615 bis del codice penale che punisce l’interferenza illecita nella vita privata. Nel suo pc, infatti, sarebbero state trovate immagini di diverso tipo.