Statali: licenziato chi molesta sessualmente e chi fa regali

Sono in arrivo degli importanti cambiamenti per i lavoratori statali. Domani, 5 dicembre, sindacati e Aran (l’Agenzia Rappresentanza Negoziale Pubbliche Amministrazioni) si ritroveranno a discutere sulla bozza del nuovo contratto.

Le novità riguardano soprattutto le condotte da evitare sul posto di lavoro per non incorrere in sanzioni e licenziamento. Nel mirino soprattutto molestatori e corruttori.

Per quanto riguarda i primi, la bozza prevede che chi “commette molestie a carattere sessuale” subisca una sospensione dal servizio e dalla retribuzione da un minimo di undici giorni fino ad un massimo di sei mesi. Scatta il licenziamento qualora “l’atto, il comportamento o la molestia rivestano carattere di particolare gravità” e nel caso di recidiva nel biennio successivo alla sospensione.

Pugno duro anche per contrastare la pratica dei favoritismi. È previsto il licenziamento per lo statale che chiede o accetta (per sé o per gli altri) ‘regali’ il cui valore superi i 150 euro in cambio di lavori svolti nel proprio ufficio a vantaggio di chi fa il dono.

Non solo. Verranno puniti con il massimo della sanzione anche i lavoratori statali che “costringono loro colleghi ad aderire ad associazioni od organizzazioni, facendo pressioni e promettendo vantaggi o svantaggi di carriera”.

Tempi duri in arrivo, dunque, per i furbetti.