Stati Generali, cosa chiede il sindacalista Aboubakar Soumahoro (VIDEO)

Sono tre i punti che ha posto all’attenzione: nuove politiche migratorie, una riforma della filiera agricola e un piano nazionale Emergenza Lavoro.

Aboubakar Soumahoro
Aboubakar Soumahoro

Ha esordito in maniera plateale Aboubakar Soumahoro: «Inizio lo sciopero della fame e mi incateno qui a Villa Pamphilj, dove si stanno tenendo gli Stati Generali, finché il governo non ascolterà il grido di dolore di noi invisibili e di tutti gli esclusi». Così ha spiegato su Twitter il sindacalista che si batte per ottenere maggiori diritti per i braccianti.

Dopo 8 ore è stato ricevuto dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: «Servono fatti, non più parole», ha detto al premier. Crede che siano tre i temi urgenti su cui intervenire: una riforma della filiera agricola, un piano nazionale Emergenza Lavoro e un cambio delle politiche migratorie.

A Villa Pamphilj anche una delegazione di braccianti «per far sentire a una politica sorda il grido di dolore dei lavoratori della terra. Il governo ascolti le sofferenze, i sogni e le speranze di tante donne e uomini», scrive sempre sui social Aboubakar Soumahoro.

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Il sindacalista e attivista ivoriano, naturalizzato italiano, del coordinamento agricolo dell’Unione sindacale di Base, si batte per ottenere la patente del cibo, così da garantire ai consumatori prodotti eticamente sani e liberare i contadini/agricoltori e i braccianti dallo sfruttamento.

Chiede anche un Piano Nazionale Emergenza Lavoro, per andare incontro a tutte le persone che hanno perso o rischiano di perdere il lavoro a causa del Coronavirus: tante famiglie improvvisamente in ginocchio.

Pone l’attenzione anche sui migranti e chiede la regolarizzazione di tutti quelli che sono di fatto invisibili, senza un permesso di soggiorno per emergenza sanitaria che possa farli lavorare. Inoltre è a favore della cancellazione degli accordi libici e dei decreti sicurezza. Vuole una riforma dell’accoglienza e che chi è nato e cresciuto in Italia abbia la cittadinanza.

Il movimento delle Sardine si stringe attorno all’attivista: «Come sardine aderiamo sia nella sostanza che nello stile alla sfida lanciata da Aboubakar. Una proposta umile, intelligente e rivoluzionaria».

E ancora: «Aggregare le battaglie, farsene carico senza interessi elettorali, arrivare alla radice dei problemi: questo è l’inizio di quella grande “coalizione”, dialogo e speranza che auspichiamo da mesi. Noi ci siamo con tutte le nostre forze e tutti i mezzi e le speranze possibili. Torniamo a dialogare, torniamo umani, torniamo a fare politica tutti insieme».

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