Stupro di Rimini: è caccia al branco. La Polonia vuole partecipare alle indagini

È ancora caccia serrata a Rimini ai 4 del branco (che, stando ad alcune ipotesi investigative, sarebbero forse nordafricani, trentenni, spacciatori), ricercati per lo stupro di gruppo ai danni di una turista polacca di 26 anni avvenuto la notte di venerdì scorso sulla spiaggia di Miramare, a Rimini.

Aggredito e picchiato il compagno della ragazza che si trovava con lei.

I quattro del branco avrebbero violentato anche una transessuale peruviana.

Al vaglio della scientifica, le impronte repertate su un coccio di bottiglia utilizzato per minacciare la transessuale, e le immagini riprese da due telecamere, di cui una sulla spiaggia, da cui si riconoscono le sagome dei quattro aggressori, ma non i volti.

Intanto, in procura a Rimini si valuta la richiesta di rogatoria avanzata dalla Polonia, che vorrebbe partecipare alle indagini con un gruppo investigativo comune per arrivare alla cattura degli aggressori.

Il procuratore capo di Rimini, Paolo Giovagnoli, ha ricevuto ieri la telefonata del viceministro della giustizia polacco, e oggi la mail del procuratore regionale di Varsavia.

Come si apprende da Agi.it, nessuna difficoltà da parte della magistratura italiana, che dovrà, comunque, avere l’autorizzazione della procura generale e del ministero. “Se può essere utile per le indagini? Per i rapporti con le vittime, certo“, ha commenta il procuratore Roberto Giovagnoli.

Intanto migliorano le condizioni dei due polacchi feriti in ospedale, definite “buone“, anche se restano ricoverati in medicina d’urgenza.

La ragazza, ancora sotto choc, sta meglio, il ragazzo ieri nel reparto di otorino della chirurgia è stato sottoposto a una manovra manuale di assestamento delle ossa del naso.