Sulle spiagge venete niente castelli di sabbia: è polemica per l’ordinanza

Il comune di Cavallino proibisce di costruire castelli di sabbia sul bagnasciuga per motivi di sicurezza. Scoppia la polemica.

I bambini adorano andare al mare d’estate. Perché possono divertirsi in acqua e soprattutto perché possono fare una cosa che, per ovvie ragioni, è loro preclusa per il resto dell’anno: scavare buche e fare castelli di sabbia, in particolare in riva al mare dove è decisamente più facile reperire la sabbia bagnata.

Ma da oggi, per alcuni di loro questo divertimento non sarà più possibile neanche in spiaggia. Sta facendo discutere, infatti, una ordinanza del comune di Cavallino-Treporti, in provincia di Venezia: stop a buche e castelli sul bagnasciuga. “Ostacolano le eventuali operazioni di soccorso” è la motivazione.

Nello specifico l’ordinanza vieta “qualsiasi attività o comportamento che limiti o impedisca il transito delle persone e dei mezzi di soccorso sia lungo il lido sia dalla spiaggia verso il mare e viceversa“. Quindi non si possono mettere neanche ombrelloni e sdraio nei circa cinque metri che separano il lido dalla battigia.

Se sdraio e ombrelloni non hanno creato problemi, è stato il divieto per i più piccoli ad indignare i bagnanti di una delle località balneari più frequentate. Addirittura è stata inviata una lettera di protesta ad alcune testate on line. “Meglio cambiare località balneare se non posso lasciare i miei nipoti giocare a fare i castelli di sabbia sulla battigia” si legge nella missiva.

Il sindaco, Roberta Nesto, si è difesa con queste parole: “l’ordinanza sulla balneazione emessa dall’amministrazione comunale recepisce norme nazionali e regionali, ma deve essere applicata con buonsenso”.

L’ordinanza, infatti, recepisce la legge regionale 33 del 2012 su turismo e codice della navigazione che, spiega il sindaco Roberta Nesto, “impone a tutti i comuni costieri di lasciare liberi al transito i cinque metri della battigia” per permettere le operazioni di salvataggio in acqua.

“I castelli si possono fare – ha spiegato il sindaco al ‘Messaggero’ all’indomani dello scoppio della polemica – ma non davanti alla torretta dei bagnini. È un problema di sicurezza. Il divieto della capitaneria non era rivolto alle costruzioni dei bambini, bensì alle masserizie degli adulti che occupavano la fascia dei cinque metri”.

Perché si sa, spesso gli adulti aiutano i bambini nelle costruzioni di sabbia ma poi si fanno prendere la mano.

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