Svezia ammette gli errori sul Coronavirus: troppi morti

Anders Tegnell è considerato il miglior epidemiologo svedese, nelle scorse ore però ha affermato che la sua strategia è stata inefficace.

Anders Tegnell
Anders Tegnell

La Svezia ammette gli errori sul Coronavirus. Il mea culpa di Anders Tegnell, però, arriva dopo aver convinto il governo a non procedere con il lockdown adottato dal resto d’Europa. «Se dovessimo incontrare la stessa malattia con le stesse conoscenze di cui disponiamo oggi, penso che adotteremmo una strategia a metà tra quella svedese e quella del resto del mondo»: ha affermato l’epidemiologo durante un’intervista radiofonica.

Tegnell è il cervello dietro il controverso approccio svedese alla lotta contro il Covid. Le riunioni con oltre 50 persone sono sempre bandite, ma durante la crisi gli svedesi hanno potuto continuare ad andare al ristorante, fare shopping, frequentare le palestre e mandare a scuola i bambini sotto i 16 anni.

Con 43 morti su 100 mila, il tasso di mortalità della Svezia è tra i più alti a livello globale e supera di molto quello di Danimarca e Norvegia, che ha imposto condizioni molto più restrittive durante l’emergenza sanitaria.

Svezia durante l'emergenza sanitaria del Covid
Svezia durante l’emergenza sanitaria del Covid

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La Svezia ammette gli errori sul Coronavirus: «Chiaramente, c’è un potenziale miglioramento rispetto alla strategia che abbiamo adottato», ha affermato Anders Tegnell. Il ministro svedese della Sanità e degli Affari Sociali, Lena Hallengren, ha dichiarato che Tegnell «non può ancora dare una risposta esatta su quali altre misure avrebbero dovuto essere adottate», mostrando una certa frustrazione.

Ad oggi, rispetto ai progressi fatti dagli altri Paesi europei, la Svezia – inizialmente considerata innovativa – rischia di rimanere indietro. Ciò include la libera circolazione dei cittadini, visto che l’Unione Europea chiude le frontiere a persone provenienti da determinate nazioni.

Inoltre, il ministro delle Finanze, Magdalena Andersson, ha recentemente ammesso che la Svezia sta affrontando la sua peggiore crisi economica dalla seconda guerra mondiale , con il PIL destinato a crollare del 7% nel 2020 (tanto quanto tutto il resto del continente messo insieme).

Stefan Lofven, primo ministro svedese, ha promesso che ci sarebbe stata un’inchiesta sulla gestione della crisi prima dell’estate. Alcuni parlamentari, inoltre, hanno commentato sui social le dichiarazioni di Tegnell, definendole «sorprendenti».

Jimmie Akesson, il leader dei democratici svedesi anti-immigrazione, ha twittato: «Per mesi, gli scettici sono stati costantemente respinti. La Svezia ha fatto tutto bene, il resto del mondo ha fatto male. E ora, all’improvviso, arriva tutto questo».

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