Taranto, autista del 118 aggredito con calci e pugni durante un soccorso

ambulanza

Ogni giorno salvano la vita ad un’infinita di persone. Sono gli “angeli” del 118.

Sabato scorso, a Taranto, uno di loro è stato aggredito dopo essere intervenuto per prestare soccorso ad una 13enne rimasta coinvolta in un incidente stradale. Gli operatori del 118 giunti tempestivamente sul luogo dell’impatto – in via Macchiavelli – hanno iniziato a prestare le cure alla ragazzina nel tentativo di capire quale procedura fosse migliore attivare per salvaguardare la sua salute: pare avesse subìto un trauma cranico, oltre ad alcune fratture e ferite.

Il prolungarsi a loro dire dell’attesa, probabilmente, ha fatto perdere le staffe ad alcune persone presenti sul luogo dell’incidente che hanno iniziato a inveire e minacciare il personale medico. In particolare, l’autista del 118 è stato scaraventato a terra e preso a calci e pugni. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, gli aggressori avrebbero reagito così perché volevano che la 13enne fosse trasportata immediatamente in ospedale, come poi è effettivamente avvenuto. L’operatore picchiato ha dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso e secondo quanto si apprende avrebbe sporto denuncia ai carabinieri.

Ecco il comunicato dell’Asl; “Il team intervenuto, composto da una dottoressa, un’infermiera e un autista soccorritore, come da specifico protocollo internazionale, agendo con la massima professionalità nelle modalità più opportune nell’esclusivo interesse dell’infortunata e della sua salute, prestava le prime cure sul posto, per trasportarla solo in un secondo momento, in tutta sicurezza, al Pronto Soccorso. Tale modalità di intervento, tuttavia, provocava un’incontrollata ed assolutamente inopportuna reazione da parte di alcune persone presenti, tra cui, pare, anche familiari della ragazza: la piccola folla presente prima investiva gli operatori del 118 con una raffica di invettive, poi aggrediva fisicamente l’autista-soccorritore, intento ad invitare tutti alla calma, che veniva spinto e fatto cadere a terra, e qui preso ripetutamente a calci e pugni alla testa e al torace, mentre la dottoressa veniva minacciata di morte”.

Anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, prontamente informato dell’accaduto, stigmatizzando l’episodio ha voluto esprimere la sua solidarietà e vicinanza agli operatori coinvolti, ed è in costante contatto con il Direttore Generale dell’Asl di Taranto per essere continuamente aggiornato sull’evolversi della situazione, e in particolare sullo stato di salute delle persone coinvolte.

La ragazza soccorsa è ora in ospedale, ha un trauma cranico, alcune fratture e ferite, e la prognosi è di 30 giorni.