Tari, possibile stangata in arrivo dal 2018

Gli italiani sono avvisati. Dal 2018 gli aumenti dell’imposta sono altamente probabili.

“Liberamente manovrabile” è la dicitura riportata sul disegno di legge di bilancio 2018, in riferimento alla TARI, uno dei più odiati balzelli che gravano su commercianti e cittadini.

Il testo recita così: “La sospensione di cui al primo periodo non si applica alla tassa sui rifiuti di cui all’articolo 1, comma 639, della legge 27 dicembre 2013, n. 147”.

In sostanza, se da un lato il testo dispone l’estensione al 2018 del blocco dei tributi comunali, dall’altro lato si specifica l’espressa eccezione della Tari appunto, che non ha alcun vincolo.

Difficile pensare che i Comuni per far cassa non decidano di sfruttare l’occasione.

Ancor di più se si aggiunge il fatto che al momento, nello schema legislativo, non è più prevista la deroga sui coefficienti di produttività dei rifiuti e ciò comporterà una diversa determinazione delle tariffe col rischio di rincari imprevisti per alcune categorie di attività economiche e famiglie oltre che di potenziali scoperture sul bilancio di previsione dei Comuni.

Ancora una volta a rischiare il salasso più grande saranno le famiglie più numerose e i commercianti, in particolare coloro che producono maggiori quantità di immondizia come ristoranti, pizzerie, fiorai, fruttivendoli, pescherie e così via.

Infine, la stessa libertà di manovra concessa ai Comuni per la Tari varrà anche per il canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche.