Tassa sui rifiuti gonfiata: ecco cosa è successo

Tari gonfiata, in alcuni casi addirittura raddoppiata. È accaduto in tantissime città italiane tra cui Milano, Genova, Ancona, Napoli, Catanzaro e Cagliari. E a farne le spese, neanche a dirlo, sono stati i cittadini. Tutta colpa della cosiddetta quota variabile che sarebbe stata applicata non una, bensì più volte per una stessa famiglia.

Spieghiamo cosa è successo. La Tari, che è la tassa sui rifiuti che i cittadini pagano al proprio Comune, comprende due quote, una fissa e una variabile. La quota fissa è quella proporzionata ai metri quadri della proprietà (che comprende non solo l’abitazione in cui si vive, ma anche le cosiddette pertinenze, ovvero box, cantine e simili). La quota variabile, invece, dipende dal numero di componenti del nucleo familiare.

L’errore, denunciato da una interrogazione del giovane parlamentare pentastellato Giuseppe L’Abbate, sta nel fatto che la quota variabile è stata applicata tante volte quante sono le pertinenze dell’abitazione come se in ogni pertinenza vivesse un clone del nucleo familiare residente nell’abitazione.

Con questo errore tantissime famiglie hanno pagato più del dovuto. Tuttavia le associazioni dei consumatori hanno già dato la loro disponibilità per fare ricorso.