Tassa sul Bancomat: in cosa consiste e chi ha avanzato la proposta

La proposta è stata avanzata dalla task force guidata da Vittorio Colao.

In questi giorni, si sta parlando tantissimo di un punto del piano Colao per la fase due avente lo scopo di disincentivare l’utilizzo dei contanti. Si tratterebbe di una vera e propria tassa sul Bancomat, un anticipo fiscale che riguarderebbe chi preleva soldi agli sportelli ATM.

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La tassa sul Bancomat e il condono

Questa proposta, avanzata dalla task force di esperti guidati da Vittorio Colao (che ha parlato di inutilità del pos in quanto con gli smartphone si può pagare tranquillamente), è inserita in un piano più ampio. Entrando nel dettaglio, ricordiamo che il comitato di esperti in ambito economico e sociale ha recapitato a Palazzo Chigi un documento incentrato sulle principali strategie per uscire dalla crisi economica causata dalla pandemia.

Caratterizzato da 120 schede, si sofferma ampiamente sulla lotta all’utilizzo del contante, mettendo in primo piano la necessità di focalizzarsi soprattutto sui pagamenti elettronici. Il piano Colao ha un obiettivo specifico, ossia quello di portare all’emersione i capitali che, oggi come oggi, sono nascosti al Fisco.

Gli esperti che stanno lavorando da mesi alla ripartenza economica dell’Italia hanno messo in primo piano diverse strategie. In questo novero è possibile includere il condono sul denaro incassato in nero e presente nelle cassette di sicurezza. Con questa misura, l’obiettivo è quello di finanziare interventi dedicati in maniera specifica al mondo della scuola e alle infrastrutture.

Si potrebbe andare avanti ancora molto a parlare delle misure pensate dalla task force. Tra queste rientra la messa al bando delle banconote di taglio superiore ai 100 euro. Tornando ai pagamenti elettronici, è il caso di citare anche la proposta di detrazioni fiscali relative alle spese che vengono effettuate tramite il Bancomat.

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