Tassa sulla plastica, Matteo Renzi e Giorgia Meloni contrari

I due leader contrari alla tassa sulla plastica prevista nel Documento programmatico di bilancio.

La tassa sullo zucchero e la plastica ha scatenato la stessa reazione in Matteo Renzi e Giorgia Meloni, rispettivamente leader di Italia Viva e Fratelli d’Italia, seppur il primo – di fatto – fa parte della maggioranza che sostiene il governo giallorosso.

MATTEO RENZI

Foto Roberto Monaldo / LaPresse

In un’intervista al Messaggero, Matteo Renzi ha affermato: «Italia Viva ha fatto un lavorone – con Teresa Bellanova e Gigi Marattin – per evitare i 23 miliardi dell’aumento dell’Iva e l’aumento di tasse su cellulari, gasolio, casa. In questa manovra c’è qualche segnale incoraggiante su famiglia, sanità, stipendi. Ora c’è bisogno di eliminare i tre principali errori rimasti: le tasse su zucchero, plastica e soprattutto auto aziendali che sono una inspiegabile mazzata alla classe media».

«Nella mia esperienza politica ho sempre abbassato le tasse, dall’addizionale Irpef in comune all’Ipt in provincia, fino agli 80 euro o Industria 4.0 o l’Irap costo del lavoro o l’Imu prima casa – ha aggiunto il senatore toscano – Non cambio linea adesso. Anzi: rivendico la battaglia culturale. Giusto combattere l’evasione fiscale ma va combattuta anche l’invasione fiscale: l’invasione fiscale di nuove tasse e aumenti sconsiderati. Le tasse in Italia sono troppe: facciamole scendere. O almeno non alziamole».

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GIORGIA MELONI

Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, in un post pubblicato su Facebook, ha affermato: «Latte, acqua in bottiglia, saponi, shampoo, detersivi, verdura in busta, bibite, merendine, prodotti farmaceutici, carne e pesce confezionati e qualsiasi altro genere che contiene plastica tetrapak o polistirolo sarà tassato. Praticamente quelli che sono nati per non aumentare l’Iva l’hanno aumentata dandole un nome diverso. Che senso ha tassare oggi la plastica monouso quando sarà messa al bando in tutta la Ue dal 2021, se non quello di fare cassa sulla pelle di aziende e cittadini italiani?».

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ORLANDO

Critico anche Andrea Orlando, vicesegretario del Partito Democratico che su Twitter ha scritto: «E improvvisamente la plastica, come per miracolo, non inquina più».

PLASTIC TAX

Tassare la plastica è contenuta nel Documento programmatico di bilancio, uno dei documenti preliminari rispetto alla prossima legge di Billancio. Tra le misure per ‘Promuovere la sostenibilità dell’ambiente’, il Dpb inserisce la «Introduzione di un’imposta sugli imballaggi di plastica con decorrenza dal 1° giugno 2020 (aliquota 1 euro per kg)”.

L’imposta deve essere pagata «al momento della produzione» e dell’importazione in Italia, mentre non è dovuta per le plastiche esportate dal fabbricante. Sono, inoltre, escluse dall’imposta le plastiche compostabili.

Secondo una stima pubblicata su Tg24.Sky.it, la spesa per i consumatori che sceglieranno di bere acqua naturale di marca tutti i giorni aumenterebbe tra i 6 e i 15 euro all’anno, a seconda della marca e del peso dell’imballaggio di plastica.

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