Titanic, Jack non poteva sopravvivere. Ecco perché

Jack doveva morire. Punto. I fan di Leonardo Di Caprio e di ‘Titanic’ se ne facciano una ragione. A 20 anni di distanza dall’uscita del colossal che ha fatto palpitare i cuori di milioni di ragazze, arriva la ‘scomoda verità’ di James Cameron.

Dalle pagine di ‘Vanity Fair America’ il regista spiega una volta per tutte perché Jack Dawson non poteva sopravvivere e coronare il suo sogno d’amore con Rose.

Se fosse vissuto – ha spiegato Cameron – il film sarebbe stato privo di significato. Credo che Titanic parli di morte, di separazione. Jack doveva morire. Fosse stato per il freddo o per la caduta di una ciminiera, poco importa. Sarebbe andato giù. Si chiama arte: le cose accadono per motivi artistici, non per regole fisiche”.

Insomma, tutta colpa dell’arte.

Tuttavia già nel gennaio scorso, sempre lo stesso regista, era intervenuto dalle colonne del ‘Daily Beast’ per spiegare ‘tecnicamente’ perché il personaggio di Di Caprio non si era salvato.

Durante una puntata del programma tv ‘Mythbusters’ i conduttori avevano detto che se i due protagonisti avessero legato i giubbotti salvagente sotto la porta sulla quale si trovava Rose, si sarebbero salvati entrambi.

Provate a immaginare la situazione: sei Jack, immerso nell’acqua gelida a -2 gradi e il tuo cervello inizia a risentire dei primi segni di ipotermia. In quella situazione dovresti slacciarti il giubbotto di salvataggio, immergerti sotto alla zattera e legarlo in chissà quale maniera. Questo significa rimanere sott’acqua a -2 gradi per almeno 5-10 minuti. Quando torni su sei già morto. Jack ha fatto la scelta migliore, rimanere in parte fuori dall’acqua sperando che qualcuno lo vedesse e lo tirasse fuori di lì. Purtroppo Jack non poteva salvarsi su quella porta”.

Ma i fan, probabilmente, non si rassegneranno mai.