Tolo Tolo, Massimo Boldi duro sul film di Checco Zalone: “Non fa ridere”

La ‘recensione’ negativo del comico. E non è la sola.

L’ex re dei cinepanetoni che critica il nuovo imperatore degli incassi. Succede. Accade. Intanto, ha incassato 42 milioni di euro Tolo Tolo, l’ultimo film di Checco Zalone. Eppure non sembrano tutti entusiasti. In primis Massimo Boldi, che ha dichiarato: «Ho visto Tolo Tolo di Checco Zalone. È un film interessante ma non fa ridere. A me non ha fatto ridere». A quanto pare i due si sono pure sentiti al telefono e Checco avrebbe risposto di «avere voluto fare un film un po’ diverso».

Ma le critiche negative sul film non sono solitarie. «Sono stato un asino ad andare a vedere quel film», è stato il giudizio di Ignazio La Russa su Twitter che ha aggiunto: «Sono andato a vedere l’anteprima, sapevo più o meno cosa mi aspettava e ho avuto la conferma di un film non all’altezza dei precedenti, veramente noioso. Non ho mai riso, c’è qualche battuta azzeccata, ma sono una o due, come quando preferisce i terroristi alla moglie che poi è l’unica che mi ha fatto ridere. Per il resto non solo noia, ma anche una specie di buonismo previsto. Alla fine non si è fatto mancare niente, persino un ricongiungimento di cui non si era parlato per tutto il film».

L’esponente di Fratelli d’Italia ha poi aggiunto: «Non sono i temi che mi hanno deluso, perché quelli più o meno li sapevo, mi ha deluso la qualità del film, la noia, l’assenza di comicità vera. E avendo deciso di dare un messaggio in qualche modo politico, ha rinunciato alle sue caratteristiche, che sono quelle di far divertire e di sorprendere. Ecco, il film non è né sorprendente né divertente. Un film veramente noioso».

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L’ex ministro ha poi affermato: «Come dalle stelle alle stalle. Il tema lo svolge anche in maniera banale, è tutto scontato. Ribadisco, una o due battute buone. Per il resto, sonnecchiavo».

Dall’altro lato, l’Osservatore Romano, organo della Santa Sede, ha promosso il film e il suo interprete, descritto come il rappresentare «caricaturalmente l’italiano medio di oggi, certo quello più cialtrone un po’ ignorante, opportunista, che si sente perenne vittima del fisco pur non pagando le tasse, non di rado propenso a vivere al di sopra delle proprie possibilità ma non per questo inverosimile»

L’articolo ha aggiunto che Tolo Tolo non è «un semplice film comico, perché è decisamente politico. Non è un film sui migranti, perché parla soprattutto degli italiani».

E ancora: «Il film prende posizione, mettendo alla berlina gli stereotipi, i preconcetti e le paure indotte che alimentano il razzismo che cova sottopelle e che talvolta per la verità sempre più spesso negli ultimi tempi riemerge pericolosamente».

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