Tolo Tolo, perché le critiche a Checco Zalone sono stupide

Diciamoci la verità. Fare la comicità surreale in Italia non funziona mai. Perché in genere chi la subisce ci casca come una pera.

Diciamoci la verità. Fare la comicità surreale in Italia non funziona mai. Perché in genere chi la subisce ci casca come una pera.

Da noi, poi, questo modo di fare ridere, che cerca di dirti il contrario di quello del messaggio che ti sta mandando, ha da sempre dei nemici che o non comprendono veramente o cercano di sfruttare l’ignoranza degli altri.

È accaduto in passato con Daniele Luttazzi, quando anni da a Satyricon decise di mangiare in diretta un piatto di cacca, ma che era palese che fosse cioccolato. Oppure quella vola che Anna Falchi si tolse delle mutandine rosse. Era chiaro che sotto non fosse nuda come Sharon Stone in Basic instict. Eppure c’è stato chi ci ha creduto veramente.

Anni dopo lo stesso fenomeno accade con Checco Zalone, il cui nuovo film Tolo tolo esce l’1 gennaio 2020. Ad anticipare di qualche giorno l’arrivo, non un classico videoclip, ma una canzone.

Comica e, appunto, surreale, che se ascoltata bene prenderebbe in giro i razzisti, quelli come Salvini e chi vuole i famosi ‘porti chiusi’. Il tutto, naturalmente, raccontato in maniera surreale, con l’immigrato nero che sembra invadere la vita del bianco maschio italiano. Fa ridere. E anche tanto.

Eppure c’è chi non ha capito nulla. Creando polemiche. Al punto che chi dovrebbe difendere Zalore, da sempre artista, diciamo di sinistra, dal Pd lo attacca, mentre Giorgia Meloni lo difende. Magistrati lo vorrebbero condannare, mentre Daniele Capezzone lo paragona a un eroe. È il paradosso italico.

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A tre anni dall’exploit dell’ultimo film, Checco Zalone torna quindi con una nuova pellicola che già fa discutere. ‘Immigrato’ infatti è subito stata oggetto di numerosi dibattiti per la capacità dell’attore di fare satira sulle paure degli italiani. Una canzone che probabilmente anticipa i temi del film ‘Tolo Tolo’.

Secondo le prime anticipazioni Tolo Tolo è l’espressione usata da un bimbo africano quando, nel film, incontra per la prima volta il personaggio interpretato da Checco Zalone. La commedia racconterà la storia di un comico napoletano che, minacciato da un boss mafioso, vive sotto scorta.

Quando la protezione gli viene revocata i due rimangono amici e compagni d’avventure in Africa. Il film è ambientato e girato in Marocco, in Kenya (a Watamu), a Malta e in Italia (Roma, Latina, Bari, Acquaviva delle Fonti, Minervino, Gravina di Puglia, Trieste).

Il video di ‘Immigrato’ è un successo clamoroso che ha alimentato ulteriormente l’attesa per il nuovo film “Tolo Tolo”. Nel brano Checco Zalone si ispira ai suoni di Celentano, così come già avvenuto in “La Prima Repubblica” e indossa nuovamente i panni dell’italiano medio che vede negli immigrati i principali responsabili dei problemi economici e non. Il timore di vedere il fatturato “prosciugato” dall’immigrato e l’integrazione eccessiva con la moglie che trascorre la serata con uno sgradito ospite sono al centro della canzone. «Chi ha lasciato il porto spalancato»? E le responsabilità vengono così attribuite ad altri.

Fa ridere davvero. Per chi non lo capisce, forse, è necessario il classico tutorial “for dummies”.

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