Tornano le meduse nei mari italiani: morsi ai bagnanti / Consigli utili

Si segnalano sempre più casi di bagnanti ‘morsi’ dalle meduse. Ecco cosa fare in caso di contatto.

Phyllorhiza punctata (medusa).

Torna l’allarme meduse, complice il caldo, nel mare che bagna il basso Adriatico.

Dopo gli avvistamenti di luglio, i bagnanti segnalano una forte presenza di meduse nelle acque italiane in particolare a ridosso della costa ma anche a San Cataldo di Lecce, dove al Lido Verde hanno rovinato la giornata di vacanza a più di qualcuno.

A confermarlo tre interventi di soccorso operato nella mattinata e pomeriggio di domenica – 4 agosto – dagli assistenti bagnanti in servizio presso la torretta. Da segnalare ancora la tempestiva azione e la professionalità in particolare del bagnino Francesco Mangè che ha trattato i tre bagnanti che avevano appena subito morsi di medusa su tutto il corpo ed erano visibilmente agitati.

Non si può parlare di invasione, come qualcuno ha fatto, ma di numeri in aumento tranquillamente sì. Le meduse, a partire dalle giornate più calde di questa estate 2019, hanno cominciato a spingersi verso il bagnasciuga ed è diventato quasi normale vederle nelle acque poco profonde mentre si nuota. Perché le meduse aumentino non è ancora chiaro e non si hanno dati certi e comunque si tratta di un fenomeno che pare ripetersi ogni anno in coincidenza del periodo della stagione balneare.

Phyllorhiza punctata (medusa).

Le meduse rilasciano sostanze urticanti che provocano una reazione infiammatoria acuta caratterizzata da eritema, gonfiore, vescicole e bolle, accompagnata da bruciore e sensazione di dolore. Il tutto più o meno persistente a seconda della vicinanza del ‘contatto’.

Ecco le tre nuove specie che popolano i nostri mari: la Phyllorhiza punctata che viene dal Canale di Suez, la Drymonema dalmatinum, con un diametro anche di un metro, la Mnemiopsis leidyila, che vive sul fondo del mare con i tentacoli verso l’alto.

Poche, ma utili ‘regole d’oro’ in caso di contatto con le meduse:

  • Non strofinare bocca e occhi;
  • Non lavare con acqua dolce la parte colpita: usare acqua di mare e disinfettare con bicarbonato;
  • Non usare acqua fredda o ghiaccio;
  • Non grattare la zona ustionata (si accelera la diffusione della sostanza tossica);
  • Evitare impacchi con aceto o ammoniaca: è un ‘rimedio della nonna’ del tutto inutile. Anche l’uso di alcool è sconsigliato
  • Non rimuovere i frammenti dei tentacoli della medusa con pinzette, ma con le mani;
  • Il rimedio migliore è un gel astringente al cloruro d’alluminio, utile anche per le punture di zanzara;
  • Evitare pomate cortisoniche o antistaminiche.

Giovanni D’Agata, presidente dello Sportello dei Diritti, invita i bagnanti a prestare la massima attenzione rivolgendosi nei casi di contatto più eclatanti e dolorosi presso i punti di primo soccorso presenti nelle località balneari: “sarebbe il caso che i Comuni e gli stabilimenti balneari provvedessero a segnalare la presenza di meduse con appositi cartelli che avvisano di fare molta attenzione al momento di entrare in acqua“, ha aggiunto.

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