Morte Totò Riina, le parole di Maria Falcone e Rita Dalla Chiesa

Non gioisco per la sua morte, ma non posso perdonarlo. Come mi insegna la mia religione avrei potuto concedergli il perdono se si fosse pentito, ma da lui nessun segno di redenzione è mai arrivato“.

Così Maria Falcone, sorella del magistrato Giovanni, ucciso dalla mafia il 23 maggio 1992, su ordine di Totò Riina, il boss morto stanotte nel carcere di Parma, all’età di 87 anni.

Riina è stato il mandante di numerosi omicidi, tra cui anche quello del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, avvenuto il 3 settembre 1982 a Palermo.

Rita Dalla Chiesa, figlia del generale Carlo Alberto.

La figlia, il celebre volto televisivo Rita Dalla Chiesa, appresa la notizia della morte di Riina, ha detto: “Sto parlando sull’onda dell’emozione perché c’è emozione, ma devo dire che questa non è una morte consolatoria“, ha detto a Mattino Cinque.

La sua morte è arrivata a 87 anni mentre gli uomini dello Stato che ha ucciso erano tutti uomini che nella loro vita non hanno potuto proseguire nei loro affetti, nei loro interessi, nello stare vicini a mogli, figli e nipoti“, continua Dalla Chiesa.

La prima cosa che mi è venuta in mente è che quest’uomo ha costruito un potere che non gli servirà più. Il mio dolore è banale da descrivere, ma è lo stesso che hanno provato i Falcone, i Borsellino, è lo stesso che ha provato Rosaria (Costa, moglie dell’agente Vito Schifani, ndr) quando in chiesa diceva ‘non cambiano’, e aveva ragione, ogni volta che io vedo quelle lacrime piango“.