Totò Riina già da giovane aveva un ferocia inaudita

Totò Riina è il protagonista di un docu-film della ‘National Geographic’. ‘Riina: Le Verità Nascoste’ è il titolo.

È uno spaccato della vita e della ‘carriera mafiosa’ del ‘capo dei capi’: dall’infanzia fino alla morte lo scorso 17 novembre.

Dallo speciale emerge la figura di una persona destinata alla ferocia fin da ragazzino. Nato in una famiglia di contadini, Riina a 13 anni deve fare i conti con la scomparsa del padre e del fratello uccisi dallo scoppio di una bomba. A soli 18 anni entra ufficialmente in ‘Cosa Nostra’ e inizia la sua escalation.

Si fa subito notare: a 19 anni finisce dietro le sbarre per aver ammazzato un coetaneo in una rissa. Ma è solo l’inizio. Da qual momento lascerà dietro di sé una lunghissima scia di sangue che avrà uno dei suoi picchi con l’assassinio dei magistrati Falcone e Borsellino.

Il docu-film, dunque, ripercorre le tappe principali dell’esistenza di Riina, e lo fa attraverso le voci di chi lo ha conosciuto: Gian Carlo Caselli, ex procuratore della Repubblica di Palermo; Sergio Lari, procuratore generale di Caltanissetta; Gaspare Mutolo, suo autista e braccio destro; Santino Di Matteo, pentito il cui figlio fu rapito e poi sciolto nell’acido; Tina Montinaro, moglie del caposcorta di Giovanni Falcone morto nell’attentato al giudice.

E poi c’è anche lui, Totò Riina in persona, che nello speciale ‘compare’ attraverso l’audio inedito di un interrogatorio condotto dal procuratore Sergio Lari dove lo si sente ridere quando apprende che Vito Ciancimino lo ha definito un uomo “con un revolver al posto del cervello”.