Tragedia di Francavilla: si indaga sul passato di Fausto Filippone

A Francavilla si cerca di ricostruire la vicenda triste e assurda che ha visto un padre, Fausto Filippone, uccidere sua figlia Ludovica di soli 10 anni e poi suicidarsi. Probabilmente dopo aver assassinato anche la moglie Marina Angrilli. Tutti e tre nello stesso modo, con un volo da alcune decine di metri.

A fatica gli investigatori stanno incastrando i pezzi del puzzle. Da domenica si continua a ribadire che quella di Fausto, Marina e Ludovica era una famiglia tranquilla, normale, serena. Ma oggi si viene a sapere che durante le trattative, prima di gettarsi nel vuoto da quel viadotto della A14, l’uomo aveva detto ai mediatori “Devo chiedere perdono a mia moglie, ma anche lei ha molte cose da farsi perdonare” e aveva confidato che 15 mesi prima la sua vita era cambiata.

Insieme al contenuto del bigliettino che l’uomo ha lanciato prima di buttarsi, si sta quindi passando al setaccio anche il passato familiare di Filippone il quale, prima dell’insano gesto, aveva chiesto di vedere la sorella Antonella.

Quest’ultima era arrivata sul luogo, ma le forze dell’ordine non le hanno permesso di parlare con il fratello.
Mi hanno tenuto in un angolo su quel viadotto per cinque ore senza mai farmi parlare con mio fratello – ha raccontato la donna al ‘Corriere’ – eppure era stato lui a chiedere di vedermi. Poi Fausto si è buttato e io sono ancora qui, senza una spiegazione”.

Nel frattempo sono stati diffusi particolari sull’omicidio della piccola Ludovica che durante il volo non avrebbe neppure urlato.

La bimba era sotto shock – ha raccontato a ‘Radio Capital’ lo psichiatra Massimo Di Giannantonio che per sette ore ha cercato di convincere l’uomo a non uccidersi – e si rendeva conto del dramma che stava vivendo e che non aveva nessun tipo di difesa dal padre”.