Travolge e uccide con il Suv il marocchino che aveva rubato il cellulare al figlio

È successo a Imola, in provincia di Bologna.

L’accusa è pesantissima: omicidio volontario aggravato per avere investito e ucciso un 24enne marocchino che aveva rubato lo smartphone al figlio. Il dramma è avvenuto domenica scorsa, 5 gennaio, intorno alle 22.30, a Imola, in provincia di Bologna.

Dopo avere compiuto il fatto, l’investitore, 43 anni, V.I. le sue iniziali, si è costituito alla polizia in stato confusionale e ha confessato l’accaduto.

Come si apprende da varie testate, già nei giorni precedenti all’omicidio, l’investitore aveva avuto una lite con la vittima per via del furto subito, avvenuto a fine anno, dal figlio 17enne. Tra l’altro, l’uomo aveva denunciato il nordafricano alla Polizia come autore della rapina ed erano in corso gli accertamenti delle forze dell’ordine.

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Nel frattempo, tuttavia, tra i due la tensione è salita con tanto di incontro e discussione violenta che hanno causato la denuncia dell’italiano per lesioni.

E il 5 gennaio, mentre il 24enne – M.A.E.F. le iniziali – si trovava in giro a piedi, è stato travolto e ucciso dall’auto guidata dal 43enne, di origini campane ma residente a Imola. L’investitore era stato avvisato dal figlio al telefono, allarmate, perché aveva incontrato casualmente il maghrebino.

L’investitore si trovava a bordo di una Jeep, in via Mameli, piccola strada del centro storico imolese e alla polizia ha raccontato: «Non volevo investirlo ma solo fermarlo».

Di conseguenza, il pm Anna Cecilia Sessa non ha ipotizzato il reato di omicidio stradale ma di omicidio volontario.

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