Treviso, sale a 244 il numero dei migranti positivi al centro di accoglienza

Medici preoccupati per le condizioni di salute e per le tensioni sempre meno gestibili all’interno della struttura.

Centro di accoglienza di Treviso
Credits: Paolo Balanza

Nel centro di accoglienza di Treviso la situazione è sempre più critica, sia dal punto di vista sanitario che gestionale. Al terzo tampone a cui sono sottoposti gli ospiti della struttura sale a 244 il numero dei migranti risultati positivi al Coronavirus.

Con questi dati diventa il cluster più grande d’Italia. La scorsa settimana, infatti, i positivi erano ‘solo’ 133. Oltre ai numeri altissimi, è il contesto instabile a preoccupare. «Complessivamente sono state sottoposte a test 309 persone: 284 ospiti e 25 operatori. I risultati del nuovo screening non comporteranno alcuna modifica all’interno della struttura, dove tutti i migranti resteranno in quarantena»: ha fatto sapere l’Usl 2 di Treviso.

I primi controlli a tappeto sono partiti dopo che tre migranti erano risultati positivi. I tamponi sono stati effettuati a tutti gli ospiti dell’ex caserma e gli addetti della cooperativa, con il cordone di sicurezza di polizia e vigili.

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«La situazione è sotto controllo»: ha sottolineato il prefetto di Treviso, Maria Rosaria Laganà. «Il fatto che siano tutti asintomatici porta a pensare che ci sia una bassa carica virale»: è quello che pensano le autorità sanitarie. Tuttavia resta alto il livello di preoccupazione.

Ci si sta concentrando anche sui contatti di due ospiti del centro, che hanno lavorato in alcune aziende della zona. L’obiettivo è ricostruire, attraverso il Dipartimento di prevenzione, la rete di frequentazioni dei soggetti contagiati dal Coronavirus.

Sale a 244 il numero dei migranti positivi, e con esso anche il livello di allerta della polizia che cerca di prevenire eventuali tentativi di fuga e nuove rivolte. Intanto continua il dibattito politico, con Matteo Salvini in testa che attacca Giuseppe Conte e la maggioranza.

«Da lì non deve uscire più nessuno fino a quando non saranno tutti negativi»: dichiara con veemenza il sindaco Mario Conte. Sotto accusa, di riflesso, anche il modello di accoglienza che non è stato in grado, almeno sinora, di garantire il rispetto delle norme anti-Covid.

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