Troupe di ‘Non è l’Arena’ aggredita mentre cerca di intervistare Tony Colombo

È accaduto a Napoli. Ecco come sono andate le cose.

Tony Colombo e la moglie Tina Rispoli.

Brutta avventura per la troupe della trasmissione ‘Non è l’Arena’ di Massimo Giletti. Operatore e giornalista erano in quel di Napoli per intervistare Tony Colombo che insieme alla neomoglie Tina Rispoli stava partecipando ad una festa privata.

La troupe non è riuscita a beccare l’artista, ma in compenso è stata avvicinata dagli uomini del suo entourage che hanno spintonato e colpito con calci operatori e giornalista invitandoli ad allontanarsi. Immediato l’intervento dei Carabinieri della Compagnia Napoli Centro che hanno identificato alcuni dei presenti alla festa e stanno vagliando le loro responsabilità. Al momento non ci sono denunciati.

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Sulla vicenda è intervenuto proprio Massimo Giletti. “Quando vai sulle tracce di qualcosa che si cerca di non raccontare – ha detto a ‘Il Fatto Quotidiano’ – il rischio che qualcuno si inquieti c’è. La troupe ha avuto un po’ di difficoltà ma non ne farei un caso. Chi va avanti sa che è complicato”.

Sull’aggressione si è fatto sentire anche consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli.

Esprimo profonda solidarietà – ha detto – nei confronti della troupe di ‘Non è l’Arena’. Un atteggiamento vile e ignobile. Purtroppo Colombo dimostra ancora una volta di contornarsi di soggetti dai modi camorristici. Nessuna sorpresa se si valuta il pedigree criminale che li caratterizza. Evidentemente Tony Colombo ha un buon rapporto con il sistema televisivo solo quando gli permette di far soldi con le ospitate, il suo atteggiamento e quello di coloro che lo accompagnano cambia decisamente quando dei giornalisti vogliono rendergli conto delle tante ombre che lo contraddistinguono. La violenza, in ogni caso, non è mai una risposta. Scaraventare un cameraman a terra è un gesto criminale che serve a qualificare chi lo commette”.

Tony Colombo – lo ricordiamo – è indagato dalla Procura di Napoli per un concerto non autorizzato, svoltosi il 25 marzo 2019 in piazza del Plebiscito, nell’ambito dei festeggiamenti per il matrimonio, insieme ad altre sette persone, tra le quali il fratello del sindaco, Claudio de Magistris, accusate di abuso d’ ufficio.

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