Truffa crudele, per 15 anni si finge il figlio morto di una coppia

Per 15 anni ha fatto credere ad una coppia di braccianti agricoli che il figlio era vivo, ma viveva nascosto per fuggire alla mafia. Ed ha estorto loro una cifra pari a 200mila euro. Oggi Francesco Simone, 44 anni, operaio di Messina, è finalmente finito in manette con l’accusa di truffa aggravata.

Per tantissimi anni l’uomo si è preso gioco del dolore dei genitori di Domenico Pelleriti, ragazzo di Montalbano Elicona, scomparso nel 1993 a soli 20 anni. Della sua sparizione si autoaccusarono alcuni collaboratori di giustizia spiegando che un boss aveva commissionato loro il delitto del giovane per punire uno sgarro: Domenico aveva rubato l’auto di un commerciante che pagava il pizzo e che, quindi, doveva essere protetto dalla mafia.

Il corpo non fu mai ritrovato e per questo i genitori del 20enne credettero a Francesco Simone quando disse loro che il figlio si era nascosto al Nord e che aveva bisogno di soldi per curare una grave malattia. Non avevano motivo di dubitare anche perché l’uomo è il fratello di quella che era la fidanzata di Domanico all’epoca della scomparsa.

E così, per 15 anni, il 44enne ha estorto denaro ai genitori di Domenico, addirittura simulando telefonate da parte dello scomparso, e li ha ridotti sul lastrico obbligandoli a vendere tutto pur di racimolare i soldi. A far smascherare l’ignobile truffa è stata l’ex fidanzata del Simone che ha denunciato tutto ai carabinieri.