Trump al presidente della Palestina: “Gli USA avranno ambasciata a Gerusalemme”

Alla fine è arrivato l’annuncio tanto atteso e temuto: gli Stati Uniti riconosceranno implicitamente Gerusalemme come capitale dello Stato di Israele.

Ciò avverrà tramite il trasferimento dell’ambasciata statunitense da Tel Aviv alla Città Santa.

Donald Trump ha informato della deisione il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen, non aggiungendo il giorno in cui avverrà lo spostamento.

Come risposta, Abu Mazen ha avvertito Trump delle “pericolose conseguenze che una simile decisione potrebbe avere su processo di pace e sulla sicurezza e stabilità della regione e del mondo“, ha reso noto il portavoce del presidente palestinese.

Critico anche il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, secondo cui “lo status di Gerusalemme rappresenta la linea rossa per i musulmani“.

Ha palesato la propria preoccupazione, inoltre, anche il presidente della Repubblica di Francia, Emmanuel Macron, per cui “la questione dello status di Gerusalemme deve avere una soluzione nell’ambito dei negoziati di pace tra israeliani e palestinesi“.

Donald Trump, oltre ad Abu Mazen, ha telefonato anche al premier israeliano Benjamin Netanyhau e a re Abdullah di Giordania.

Gerusalemme

IL COMMENTO DEL DIRETTORE DI CRONACA SOCIAL WALTER GIANNÒ

Quella di Trump è una scelta dal valore politico incredibile perché significherebbe il riconoscimento da parte degli Stati Uniti di Gerusalemme come capitale dello Stato d’Israele.

Già sono tante le minacce: Hamas ha promesso una nuova intifada, la Turchia ha parlato di una decisione catastrofica…

Insomma, da questa decisione politica potrebbero derivare conseguenze preoccupanti per il Medio Oriente.

Ora, Gerusalemme è da migliaia di anni la capitale religiosa del mondo, dove confluiscono le tre religioni monoteiste: Cristianesimo, Ebraismo e Islam.

La decisione di Trump è pericolosa perché significherebbe dire che Gerusalemme è la capitale della religione ebraica.

Insomma, se fossimo ancora pervasi da una mentalità medievale, scoppierebbe una nuova Crociata.

Non sarebbe meglio, quindi, lasciare tutto com’è? Perché scaldare gli animi in una regione già rovente?