Uccide il figlio di 2 mesi con farmaci nel biberon e soffocandolo

La tragedia era nell’aria. La morte del piccolo James Hughes era solo questione di tempo. La tragedia arriva da Shotton, nel Galles del nord. Risale ad un anno e mezzo fa, ma è soltanto oggi è comparsa in tribunale l’unica accusata: Hannah Turtle, la mamma 22enne del piccolo James.

Le accuse per lei sono pesantissime: tre di maltrattamenti, due di somministrazione di veleno e una di omicidio. La donna, all’epoca dei fatti, prendeva psicofarmaci per curare una depressione. Gli stessi con cui avrebbe avvelenato il suo bimbo di soli 2 mesi.

Ma andiamo con ordine. Abbiamo detto che si tratta di una tragedia annunciata. Il neonato, infatti, tra il 31 maggio e il 9 giugno del 2016 è finito all’ospedale Countess of Chester per ben tre volte. La terza è stata l’ultima.

Le prime due volte James è stato portato in ospedale perché cianotico e con problemi respiratori. In entrambi i casi il piccolo era stato salvato dai medici. Non ha avuto la stessa fortuna il 9 giugno: è stato dichiarato morto quattro giorni dopo a causa di danni irreversibili al cervello per mancanza di ossigeno.

E alla fine la madre ha ammesso di essere stata lei l’artefice di quei malori tutte e tre volte: gli aveva messo una mano davanti alla bocca.
Piangeva attraverso la mia mano – aveva detto – era come un pianto attutito. Nessuno poteva sentirlo, agitava le gambe in aria. Non volevo ucciderlo, ma solo farlo addormentare”.

Non solo. La donna ha anche confessato di aver messo nel biberon del figlio i farmaci antidepressivi che utilizzava per curarsi.
C’erano delle voci che mi dicevano che ero una madre cattiva e che non meritavo James” avrebbe anche affermato.