Uccidere meduse è reato: fino a 18 mesi di carcere e multe altissime

Tutti gli animali, marini in questo caso, devono essere rispettati. E dove non arriva il buon senso arriva le legge.

Medusa

Protagonisti di selfie o fotografie improbabili, soprattutto durante il periodo estivo, sono le stelle e i cavallucci marini. Nella fattispecie, però, ci occuperemo delle conseguenze che provoca uccidere le meduse.

Per chi non lo sapesse, e lo giudicherebbe ancora come un gioco e non come una crudele barbarie, chi si macchia di un simile maltrattamento sugli animali rischia il carcere e multe particolarmente alte. A disciplinare la materia è l’articolo 544 ter del Codice penale:

«Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione a un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro».

E ancora: «La stessa pena si applica a chiunque somministri agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell’animale».

Stella marina
Immagine Pixabay

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A confermare che uccidere le meduse sia reato è una sentenza della Cassazione. Secondo quanto si legge, infatti,sono punibili non soltanto le lesioni fisiche ma anche altri tipi di sofferenze provocate intenzionalmente e immotivatamente.

Tra queste rientra l’abitudine, purtroppo molto diffusa, di prelevare dal loro habitat gli animali marini. Non è raro infatti vedere sulla riva di una spiaggia una medusa lasciata morire sotto il calore cocente del sole. Stesso destino capita anche a specie a rischio estinzione: le stelle marine e tantissimi granchietti, per esempio.

Il buon senso e il vivere civile, nel rispetto di tutti gli esseri viventi che abitano la Terra, magari anche da più tempo dell’uomo, vogliono che se si avvista una medusa si può osservare con maschera e snorkel da lontano. Non provoca nessun tipo di lesione, invece, avvisare i bagnanti vicini della presenza di un animale urticante.

Chi non rispetta queste semplici regole rischia fino a un anno e mezzo di carcere e sanzioni molto salate. Ma non è per questo che dobbiamo rispettare gli animali: diamo per primi il buon esempio ai nostri figli, che sappiano quanto sia importante salvaguardare l’intero ecosistema.

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