Un trattamento preventivo contro il Covid-19… e non è il vaccino

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Gli anticorpi monoclonali, con cui Donald Trump è stato trattato nell’ottobre 2020, vengono utilizzati come trattamento curativo contro il Covid-19.

Il 24 novembre scorso FDA (Food and Drug Administration) ha rilasciato un’autorizzazione di emergenza per un cocktail di anticorpi (casirivimab e imbdevimab) della ditta Regeneron per le forme lievi e moderate di Covid-19. Anche il Bamlanivimab, sviluppato da Eli Lilly, è stato autorizzato lo scorso novembre.

Il laboratorio afferma che il Bamlanivimab, sviluppato in collaborazione con la biotech canadese AbCellera, funziona non soltanto sulle persone già malate ma anche come misura preventiva per prevenire l’infezione nelle persone sane.

Eli Lilly ha condotto uno studio clinico con 1.097 partecipanti esposti a situazioni a rischio, come gli anziani o gli operatori sanitari. Secondo i risultati, il farmaco ha ridotto le infezioni sintomatiche del 57% e persino dell’80% nelle case di cura.

Questo studio ne conferma un altro, guidato da University College London Hospitals NHS Trust (UCLH) e AstraZeneca, che mostra anche che gli anticorpi possono conferire l’immunità istantanea e a lungo termine (tra 6 e 12 mesi). Il suo farmaco, chiamato AZD7442 e somministrato in due dosi come il vaccino, potrebbe essere disponibile già a marzo o aprile secondo il quotidiano The Guardian.

Catherine Houlihan, virologa dell’UCLH, ha affermato: «Il vantaggio di questo trattamento è che non dobbiamo aspettare che il corpo produca anticorpi. Ciò è particolarmente interessante nel contesto di persone esposte al virus da meno di otto giorni a cui è troppo tardi per somministrare un vaccino».

Occorrono, poi, dalle tre alle quattro settimane affinché i vaccini di Pfizer o Moderna forniscano una protezione sufficiente: «Questo tipo di trattamento potrebbe ridurre significativamente la mortalità nei luoghi ad alto rischio», ha affermato Paul Hunter, medico dell’Università dell’East Anglia.

«Quando abbiamo un cluster in una casa di riposo, ad esempio, potremmo somministrare anticorpi a tutti i residenti e al personale che non sono stati vaccinati», ha aggiunto. Inoltre, gli anticorpi monoclonali potrebbero essere utilizzati anche nelle persone immunocompromesse in cui la risposta al vaccino potrebbe essere insufficiente.

Di recente, il governo degli USA ha acquisito 1,25 milioni di dosi del cocktail di anticorpi Regeneron e sono stati anche ordinati migliaia di dosi di bamlanivimab. Medicinali che potrebbero, quindi, essere distribuiti immediatamente anziché attendere negli ospedali l’arrivo di pazienti già malati.

L’unico problema è il costo di questi famosi anticorpi: il cocktail Regeneron costa 2.000 dollari a dose (1.640 euro) e il trattamento di Eli Lilly costa 1.200 dollari a flacone da 700 mg. Sapendo che la quantità consigliata è di 4,2 grammi per dose, ciò equivale a $ 7.200 per dose, ovvero quasi 6.000 euro. Ricordiamo, infine, che il vaccino Pfizer è stato acquistato a 12 euro dall’Unione Europea e quello di Oxford / AstraZeneca a 1,78 euro a dose.

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