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Un’idea straordinaria per lottare contro la plastica monouso: le cannucce commestibili

Un’azienda sudcoreana produce cannucce commestibili con la farina di riso e la polvere di tapioca. I dettagli.

Ci sono innumerevoli iniziative originali quanto ingegnose per porre fine alla planastica monouso, una piaga che sta inquinando i mari e gli oceani. L’ultima arriva dalla Corea del Sud.

La società sudcoreana Yeonjigonji sta producendo, infatti, cannucce commestibili e biodegradabili a base di riso e tapioca (amido derivato dal tubero della manioca, una pianta originaria dell’America del Sud).

Un’invenzione che potrebbe rivelarsi molto utile soprattutto in Corea del Sud dove si consumano in media oltre 2,5 miliardi di cannucce di plastica ogni anno.

Tuttavia, nonostante una produzione mensile di 500 milioni di unità, l’azienda difficilmente ‘inonderà’ il mercato perché il prezzo relativamente alto delle cannucce – circa 3 centesimi di euro – rallenta gli acquirenti. Sì, perché le cannucce tradizionali costano di meno.

Ciò, però, non spaventa Kwang-Pil Kim, il presidente della società.

Tutto ha avuto inizio nel 2017 quando è stato avviato un cambiamento strategico radicale. Dopo 18 anni di alti e bassi alla testa dell’azienda di famiglia, specializzata in scarpe da sposa, l’imprenditore coreano ha deciso di cambiare rotta.

Alla ricerca di un nuovo ‘concept’, Kwang-Pil Kim si è imbattuto in un articolo di giornale che esaltava i meriti di un’azienda americana che produce giubbotti commestibili. Da ciò l’idea di creare delle cannucce che si possono mangiare e il coreano ha subito pensato al riso.

Le cannucce vengono realizzate in Vietnam non solo perché il riso vietnamita è meno appiccicoso di quello coreano ma anche perché la manodopera costa di meno (e ciò è un vantaggio per gli imprenditori).

Nel dettaglio, le cannucce sono composte da farina di riso al 70% e polvere di tapioca al 30%. Sono più dure di quelle in plastica e, nonostante il loro odore naturale, non inficiano il gusto delle bevande in cui vengono immerse.

Completamente biodegradabili, queste cannucce si decompongono in cento giorni mentre è necessario attendere fino a 200 anni affinché lo stesso accada a quelle di plastica.

Per il momento, l’azienda fornisce piccoli bar coreani ma ha recentemente firmato contratti con grandi magazzini e hotel in Corea del Sud. “Abbiamo anche sottoscritto contratti di esportazione con società di sette paesi, tra cui Canada, Singapore e Malesia“, ha affermato Kwan-Pil Kim.

Che ne pensate?

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