Uomo accoltellato a Roma perché aveva il crocifisso, fermato un 37enne del Marocco

È successo nei pressi della Stazione Termini. Matteo Salvini scriva ai Prefetti ma il M5S polemizza.

Un uomo, originario del Marocco, 37 anni, ha accoltellato un georgiano di 44 anni nei pressi della stazione Termini, a Roma. È accaduto il 20 aprile scorso.

I due, senza fissa dimora, avrebbero litigato su un autobus anche per motivi religiosi.

Il marocchino, stando a quanto si è appreso, dopo avere notato un crocefisso al collo dell’altro, lo ha colpito alla gola ed è fuggito.

L’aggressore, armato di coltello da cucina dalla lama di oltre dieci centimetri, è stato poi fermato da un poliziotto.

La Procura di Roma ha contestato l’aggravante dell’odio religioso. La vittima, però, come si legge sul sito di SkyTg24, avrebbe fornito versioni diverse: ai medici del pronto soccorso che lo hanno curato, il 44enne avrebbe raccontato che l’intenzione dell’aggressore era quella di rubargli la catenina con il crocifisso, mentre agli inquirenti ha spiegato che l’aggressore avrebbe avuto motivi religiosi.

In seguito a quanto accaduto, il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha scritto a Prefetti e Questori “per aumentare controlli e attenzione in luoghi di aggregazione di cittadini islamici, per prevenire ogni tipo di violenza contro cittadini innocenti“.

Il Movimento Cinque Stelle, però, ha commentato così: “Dopo Torino, Roma. I tristi fatti di cronaca di questi giorni, con l’aggressione prima a due agenti della polizia da un soggetto che sarebbe dovuto essere già espulso, poi con l’accoltellamento di oggi dimostrano che il vero problema sono i quasi 600mila irregolari che abbiamo in Italia. E sui rimpatri non è stato fatto ancora nulla“.

Per gli alleati della Lega al Governo “il problema ce lo abbiamo in casa” e “non è che scrivendo una lettera o una circolare si risolvono le cose. Bisogna fare di più sui rimpatri che sono fermi al palo“.

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