USA: bimba costretta a mettere il pezzo di sopra del bikini

Fonte Instagram

L’America è impazzita”. Lo scrive Nicola Porro su Il Giornale.E non già perché ha eletto come suo presidente un maverick come Trump”, chiarisce, ma perché “ha paura del bikini di una bimba”.

Il giornalista è amareggiato per una vicenda che lo ha coinvolto direttamente. La bimba in questione, infatti, è sua figlia che non ha neanche sette anni. Seppur personale, l’episodio è preoccupante per i risvolti sociali che si possono individuare.

In uno dei parchi acquatici più famosi degli Stati Uniti (…) mia figlia, che non ha sette anni, è stata obbligata ad indossare un bikini perché, nonostante la giovane età, la sua nudità superiore avrebbe potuto turbare il pudore collettivo” scrive Porro su Il Giornale.

Ma in quel medesimo parco – racconta – c’erano centinaia di donne completamente fasciate da opprimenti burkini: costumi che coprono dai piedi alla testa. In omaggio a una religione che la laica America non si permette di censurare”.

E allora, da padre europeo – continua con vena polemica – mi chiedo e chiedo ai gestori delle spiagge americane, a Walt Disney e ai suoi parchi, con quale arroganza vi permettete di censurare una mia tradizione (le bambine non indossano il pezzo di sopra del costume) ben ancorata nella cultura occidentale, mentre siete così rispettosi di una tradizione religiosa ben più lontana da voi?

E provocatoriamente conclude: “Forse dovremmo inventarci una religione che come precetto abbia il bikini libero per le bimbe, dovremmo avere qualche fanatico che cerchi di imporlo a tutti, con tutti i mezzi a disposizione? Per potere rivendicare un costume, è il caso di dire, della nostra tradizione”.