Vaccino contro Covid-19, sostanze chimiche mettono a rischio la sua efficacia

L’allarme è stato lanciato dal Guardian.

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Mentre molti Paesi si stanno organizzando per ospitare il vaccino contro il Covid-19 che, con ogni probabilità, dovrebbe arrivare in Europa nella prima metà del 2021, molte domande restano ancora irrisolte.

Quali fattori potrebbero influenzare l’efficacia del futuro vaccino? Per questa domanda, alcune risposte sono state fornite dal The Guardian in un articolo pubblicato il 17 novembre scorso.

Come spiega il quotidiano britannico, l’efficacia di un futuro vaccino contro il Covid-19 potrebbe così «essere ostacolata a causa della diffusa contaminazione da parte di una serie di sostanze chimiche utilizzate nei prodotti di uso quotidiano».

Ovvero perfluorurati e polifluorurati, chiamati PFAS. Queste sostanze chimiche sono presenti in molti prodotti di uso quotidiano, come gli imballaggi per alimenti, le pentole antiaderenti, molte gamme di cosmetici, vernici, indumenti impermeabili e persino rivestimenti per pavimenti.

Queste sono tra le sostanze considerate pericolose per la salute dall’ANSES, l’Agenzia francese per la sicurezza sanitaria nazionale, dal 2009, e sono associate ad un alto rischio di danni al fegato, a una ridotta fertilità e persino al cancro. Questa scoperta è preoccupante in quanto le tracce di questi prodotti si trovano ora comunemente nell’organismo umano.

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Un “difetto” che ridurrebbe l’efficacia di un vaccino?

Oggli gli scienziati sono preoccupati per l’impatto di queste sostanze chimiche sull’efficacia di un vaccino contro il Covid-19. Queste sostanze chimiche potrebbero infatti «causare un altro difetto poco noto ma potenzialmente importante riducendo l’efficacia di alcuni vaccini somministrati», ha riportato il Guardian.

«In questa fase, non sappiamo se ciò avrà un impatto sulla vaccinazione per il coronavirus ma è un rischio», così Philippe Grandjean, professore di salute ambientale presso la Harvard School of Public Health: «Dovremo incrociare le dita e sperare per il meglio».

Precedenti ricerche condotte da questo professore nel 2018 hanno dimostrato che gli anticorpi dei bambini esposti ai PFAS erano stati notevolmente ridotti, dopo essere stati vaccinati contro il tetano e la difterite.

«Le persone altamente esposte ai PFAS hanno livelli di anticorpi poco protettivi e molto bassi dopo quattro vaccinazioni contro la difterite e il tetano – ha detto – Quindi, se un vaccino per il Covid-19 è simile, i PFAS probabilmente ne inibiranno la risposta. Ma questa è un’incognita in questa fase».

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