Vaccino contro il Coronavirus, al via i test sulle persone nel Regno Unito

Il team di Oxford, che in una prima fase ha collaborato con l’Italia, partirà con la sperimentazione domani 23 aprile.

L’obiettivo è di rendere il vaccino contro il Coronavirus fruibile per uso compassionevole entro l’autunno. Ad annunciarlo è stato il segretario alla Salute, Matt Hancock. Una svolta che, se tutto andrà come previsto, potrebbe rappresentare una lenta ripresa dall’emergenza sanitaria da Covid-19. Più di 22, 5 milioni di sterline saranno destinate ai ricercatori per finanziare gli studi clinici.

Matt Hancock
Matt Hancock

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Guidati dalla professoressa Sarah Gilbert, gli scienziati dell’Imperial College sperano di riuscire a ridurre i tempi e di cominciare la produzione su larga scala molto prima dei 18 mesi che normalmente sarebbero richiesti per la produzione di un vaccino.

Hancock ha affermato che il governo investirà, così da essere pronto quando e se uno dei due gruppi (Oxford o Imperial) riuscirà a rendere sicuro il rimedio contro il Covid-19. Il fine è quello di metterlo a disposizione della popolazione mondiale «il più presto possibile».

Downing Street ha affermato che rispetterà l’obiettivo fissato da Hancock di 100mila test giornalieri entro la fine del mese, anche se nelle ultime 24 ore ne sono stati effettuati solo 18.206.
Un membro del team di Oxford, il professor Andrew Pollard, ha dichiarato: «Per la produzione su larga scala è necessario un enorme sforzo tecnico e penso sia improbabile che ciò possa accadere entro la fine di quest’anno». Ci si trova comunque a buon punto, grazie agli ultimi studi su Sars e Mers.

Ci ha tenuto a precisare, però, che non ci sono alcune garanzie che il vaccino contro il Coronavirus abbia successo: «Dobbiamo fare le prove cliniche per capire quanto bene funzioni e anche quanto duri l’eventuale copertura». David Nabarro, dell’Imperial College di Londra ha avvertito che non è detto si trovi un rimedio efficace contro il Covid-19. L’umanità potrebbe dover «trovare un modo per imparare a conviverci».

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