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Verso un governo Movimento Cinque Stelle – Partito Democratico? Ecco tutti i i segnali

Altro che elezioni ad ottobre: Matteo Renzi, Beppe Grillo, il Papa, Forza Italia… Tutti a favore di un nuovo governo.

Il Movimento Cinque Stelle e il Partito Democratico insieme così da formare un governo di scopo? No, non è fantapolitica ma quanto si evince da molti segnali.

MATTEO RENZI

Innanzitutto, l’intervista rilasciata da Matteo Renzi al Corriere della Sera. L’ex presidente del Consiglio dei Ministri e l’ex segretario nazionale del Partito Democratico – a cui per personalità sta stretto il ruolo da senatore/comparsa – ha affermato: “Andremo in Senato e ci confronteremo. E qui è in gioco l’Italia, non le correnti dei partiti. Chiederò di parlare e dirò che votare subito è folle per tre motivi“. Ovvero: evitare l’aumento dell’IVA; un governo in cui Salvini non possa essere il Ministro dell’Interno in vista del voto (“Facciano la campagna ma lascino gli uffici pubblici“); il taglio dei parlamentari (“Si voti in Aula in quarta lettura e si vada al referendum: siano gli italiani a decidere“).

Naturalmente, puntare al taglio dei parlamentari (come richiesto dal Movimento Cinque Stelle) significherebbe allungare di almeno un anno la data delle elezioni e, in mezzo, ci sarebbe un referendum che potrebbe diventare un duello politico con il rischio di ‘ecatombe’ per i pentastellati (come già accaduto a Renzi).

BEPPE GRILLO

Il fondatore del Movimento Cinque Stelle sul suo blog è stato chiaro: “Mi eleverò per salvare l’Italia dai nuovi barbari. Non si può lasciare il Paese in mano a della gente del genere solo perché crede che senza di loro non sopravviveremmo“. E ancora: “Dobbiamo fare dei cambiamenti? Facciamoli subito. Altro che elezioni, salviamo il Paese dal restyling in grigioverde dell’establishment, che lo sta avvolgendo”.

GLI ALTRI

Anche a Forza Italia non piace l’idea di andare al voto subito. Anzitutto, perché sono in corso lotte intestine che già hanno portato fuori il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti. Inoltre, i sondaggi sono impietosi e il partito di Berlusconi attualmente rischierebbe di contare quanto il due di briscola. Stesso discorso vale per il Partito Democratico. Nessuno ha i numeri per contrastare il successo annunciato della coppia Lega – Fratelli d’Italia. Neanche un’alleanza tra il Movimento Cinque Stelle (in caduta libera) e Luca Zingaretti & Co. (con o senza Renzi). Insomma, eccetto Salvini e Meloni, tutti vorrebbero spostare le elezioni all’anno prossimo ma non è detto che il consenso di chi ormai incarna il ‘male assoluto’ possa scendere. Anzi… E non è detto che non possa nascere una nuova creatura politica, una sorta di fronte democratico con Renzi che si stacchi dal PD e chiami a sé quella parte di Forza Italia che non ci tiene ad essere vassalla di Salvini (e per questo ci vuole tempo).

A CHI PIACE L’IDEA DEL GOVERNO M5S – PD

Innanzitutto, al Capo dello Stato, Sergio Mattarella. Sì, perché il Capo dello Stato – legittimamente – sin dall’inizio del ‘governo del cambiamento’ ha sostenuto che bisogna tutelare il bilancio. Poi c’è Papa Francesco che vedrebbe di buon occhio un governo più dedito all’accoglienza (e, piaccia o non piaccia, l’autorità di Bergoglio catalizza voti). Infine, c’è l’Unione Europea che ha già incassato il voto pentastellato per la von der Leyen (facendo infuriare Salvini, il vero casus belli).