“Vi aspetto tutti in strada e pronti per la rivoluzione”, bufera su Luca Zaia

Partito Democratico contro il governatore del Veneto.

Bufera su quanto pronunciato dal palco della festa della Lega a Conselve (Padova) dal presidente della Regione Veneto, Luca Zaia.

Il governatore veneto, infatti, ha detto: “Vi aspetto tutti in strada e pronti per la rivoluzione», aggiungendo che «le piazze devono essere piene. Ci vediamo prima a Pontida e poi a Roma“.

Il riferimento è a due manifestazioni già annunciate dal leader leghista Matteo Salvini contro il governo M5S – PD. L’una prevista per il 15 settembre a Pontida, l’altra per il 19 ottobre nella Capitale,

Durissimo il commento di Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico: “Il presidente Zaia ha perso il controllo. Invita a scendere in strada ed essere pronti alla rivoluzione parole ci sono eversive e lesive di uno stato di diritto. […] Stupisce che il governatore veneto non abbia mai pensato di scendere in piazza quando il governo gialloverde non faceva niente per la sua Regione, quando non veniva dato seguito all’autonomia che i cittadini avevano votato, quando non ci sono stati aiuti né per le aziende in difficoltà né per i lavoratori. Il presidente Zaia è così poco interessato al bene del Veneto e dei suoi abitanti che, a fronte della carenza di medici negli ospedali, ha proposto soluzioni come l’assunzione di pensionati o, ancor peggio, di specializzandi, senza il benché minimo rispetto per i cittadini e per la loro salute”.

“Oggi Zaia arriva a pronunciare parole che sarebbero gravi se dette da un cittadino qualunque, ma pronunciate da un Presidente di Regione e uomo che dovrebbe rappresentare le istituzioni democratiche sono inaccettabili”, ha concluso la Rotta.

Sulla stessa scia il senatore del Partito Democratico, Davide Faraone, che su Twitter ha scritto: “Questo è presidente di Regione e il suo capo è ancora ministro dell’Interno. Incitare i cittadini ad andare per strada ed organizzare la rivoluzione è gravissimo. Dovrebbero vergognarsi”.