Vi ricordate di Aleandro Baldi, vincitore del Festival di Sanremo? Ecco che fine ha fatto

Aleandro Baldi è famoso per molti brani di successo come Non amarmi e Passerà.

Non sempre vincere il Festival di Sanremo porta ad ampia notorietà duratura. Ne abbiamo vari esempi in questi 70 anni di gara da Tiziana Rivale e Lola Ponce, passando per i mitici Jalisse.

Nella lista di quelli che a Sanremo, pur vincendo, hanno fatto flop, dobbiamo inserire in inventario anche Aleandro Baldi, che fu campione e trionfatore nel 1994 con “Passerà”. Due anni prima, nel 1992, aveva vinto in coppia con Francesca Alotta con la canzone “Non amarmi”, probabilmente il suo brano più famoso. Una popolarità alle stelle in quel momento, data anche dal fatto che il cantante fosse affetto da totale cecità.

All’anagrafe Aleandro Civai, Baldi nasce non vedente nell’aprile del 1959 a Greve in Chianti, un paese di qualche migliaio d’anime nella città metropolitana di Firenze, sulla via Chiantignana, tra le verdi colline che danno vita a uno dei vini più famosi al mondo.

Come spesso accade a chi è privo del dono della vista, Aleandro ha un “grande orecchio” musicale, che lo porta allo studio di vari strumenti, e a un amore per la composizione che lo accompagnerà tutta la vita.

Non è difficile apprezzarne la bravura se solo si ascoltano i suoi pezzi, così quando nel 1986 Giancarlo Bigazzi lo scopre, la prima cosa che pensa per lui è il palcoscenico di Sanremo. Aleandro, da parte sua, non teme il confronto col pubblico perché conosce le proprie capacità, e accetta portando in concorso una sua canzone, che non solo ha composto ma anche arrangiato.

LEGGI ANCHE: Arisa contro Mara Maionchi.

È “La nave va”, che arriva seconda sia tra le preferenze espresse dal pubblico che nel giudizio della giuria dei critici. Anche se la canzone non ha vinto, il riscontro di vendite è buono, e il pubblico dimostra di gradire le capacità vocali di Aleandro, così che viene subito prodotto un suo album, Aleandro Baldi, realizzato con Maurizio Fabrizio, Raf e Giancarlo Bigazzi.

Nel frattempo, Alendro partecipa anche a Un disco per l’estate, e la sua canzone, La curva dei sorrisi, vince la sezione giovani della kermesse. A questo punto, per finire in bellezza gli anni ’80, Aleandro torna a Sanremo, dove presenta nella sezione emergenti il brano E sia così, che si classifica al terzo posto e che darà il titolo al suo secondo album destinato ad uscire di lì a poco.

Cominciano gli anni Novanta e per Aleandro saranno il vero successo, la consacrazione delle sue capacità e del gradimento del grande pubblico. Lo racconta lui stesso in un’intervista rilasciata alcuni anni fa al Corriere, per l’edizione fiorentina.

«Il successo è arrivato dopo altri tre anni nel 1992 con Non amarmi. Dovevo cantarla da solo, poi venne l’idea della coppia con Francesca Alotta».

La canzone era assolutamente autobiografica, e all’epoca dell’intervista, Aleandro lo narra con un po’ di amaro in bocca: «Avevo avuto una storia clandestina con una ragazza. I suoi genitori non volevano stesse con un non vedente, temevano una vita di sacrifici. La storia poi finì».

Non deve essere facile per nessuno passare dalla tranquillità del paesello al clamore che suscita un successo così grande, alle copertine dei giornali, all’atteggiamento di amici e conoscenti che sembrano non trattarti più come prima, fino all’invadenza dei giornalisti che vogliono sapere ogni casa di te, perché in quel momento sei al centro dell’attenzione del pubblico, che non permette che tu abbia una tua privacy. E se tutto ciò è complicato per chi non ha problemi, quanto può esserlo per un ragazzo non vedente che ha già tutti i giorni i suoi demoni da combattere?

LEGGI ANCHE: Ha diffamato Salvini, condannato sacerdote.

Così, dopo il Sanremo del 1994 con il trionfo di Passerà e del 1996 con Soli al bar, Aleandro è come se si dissolvesse. La sua bella musica, la sua bella voce, di colpo cancellati dal panorama musicale italiano. Quasi non fossero mai esistiti. Dovranno trascorrere anni prima che Aleandro pubblichi un nuovo album, per altro molto bello, ma che verrà accuratamente ignorato dai grandi circuiti musicali, quelli che determinano il successo dei cantanti e delle canzoni. Per fortuna, però, il cantautore non se n’è fatto una malattia.

Nel tempo, Aleandro è riuscito a realizzare alcuni sogni, come ad esempio diplomarsi al conservatorio in chitarra con la votazione di 10 su 10. E, nel 2012, in occasione della giornata nazionale del braille, Baldi ha partecipato come testimonial alla realizzazione del videoclip “Un Brivido”.

Infine, nel 2014, Aleandro, in compagnia dell’amico Riccardo Azzurri, ha presentato a “Firenze Madre” una canzone che i due hanno eseguito davanti a 40mila persone intervenute allo Stadio Franchi per la partita del cuore. In ultimo, sempre nel 2014, il cantautore è stato ospite per 14 puntate di Domenica In, dove ha partecipato alla gara canora “Ancora Volare”.

Oggi Aleandro continua a vivere a Greve in Chianti, e a comporre la sua bella musica. In attesa di poterla ancora cantare in pubblico, per la sua ma anche per la nostra gioia.

LEGGI ANCHE: Presbiacusia: i sintomi quando l’udito comincia a perdere colpi.